CONVENZIONE TRA IHP E L’UNIVERSITA’ DI PARMA

 

Convenzione tra IHP e Università di Parma
E’ stata siglata il 24 giugno una convenzione tra l’Università degli Studi di Parma e IHP Italian Horse Protection association, grazie alla quale gli studenti o i laureati dell’ateneo potranno svolgere periodi di tirocinio formativo presso l’associazione, che è attualmente l’unico centro di recupero in Italia per equini maltrattati e sequestrati in base alla legge 189 del 2004.

Per ogni singolo tirocinio viene elaborato un apposito Progetto formativo, seguito dallo studente sotto la supervisione di un tutore universitario e di un tutore dell’associazione. IHP ospiterà gratuitamente gli studenti presso le proprie strutture, offrendo loro una straordinaria occasione di lavorare a contatto con cavalli che vivono allo stato semibrado.

È la seconda convenzione conclusa da IHP con un ateneo, dopo quella sottoscritta a marzo del 2010 con l’Università di Pisa, a testimonianza della crescente credibilità dell’associazione e della volontà di portare avanti la propria mission sul benessere degli equini partendo dalle conoscenze scientifiche, per stimolare un cambiamento culturale e normativo.

UNA BELLA NOTIZIA E UN’OCCASIONE UNICA PER GLI STUDENTI DI VETERINARIA EQUINA CHE POTRANNO COSI’ SVILUPPARE ANCHE UNA MAGGIORE SENSIBILITA’ VERSO QUESTI STUPENDI ANIMALI…
PER LEGGERE ARTICOLO IN ORIGINALE:

IHP CHIEDE AIUTO PER I SUOI OSPITI

dall’articolo apparso su CAVALLO MAGAZINE  e dal sito di IHP:

Siena, 8 giugno 2011 – Il sito di Italian Horse Protection (IHP) ha comunicato che la scorsa settimana, come ogni anno, i responsabile dell’Associazione sono andati a visitare vari fornitori di fieno, per ordinare il cibo per i propri amici quadrupedi in vista dei prossimi 12 mesi e per contrattare i prezzi.

“Oggi più che mai abbiamo bisogno del tuo aiuto”, comunica l’uffiio stampa di IHP, e prosegue: “come forse saprete, non riceviamo alcun contributo dallo Stato (nonostante la legge 189 del 2004 lo preveda esplicitamente) e, soprattutto, siamo costretti a pagare noi tutte le spese di cura e mantenimento degli animali sequestrati, senza sapere se e quando riceveremo i rimborsi dalle Procure. Abbiamo denunciato pubblicamente questa assurda situazione, senza finora ricevere risposta da parte dei Ministeri della Salute e della Giustizia”.

E tutto ancora tace. L’anno scorso (periodo maggio 2010 – aprile 2011) IHP ha speso complessivamente 39.816,40 euro per l’acquisto di fieno per i cavalli ospitati: una cifra considerevole, a cui si aggiungono le spese per medicinali, veterinari, mangimi, manutenzione, e varie: una struttura come la nostra ha dei costi notevoli, che in questo momento riusciamo a coprire soprattutto grazie alla generosità di privati cittadini.

Ad oggi IHP offre ospitalità a 62 equini e 4 bovini, molti dei quali provengono da sequestro giudiziario: qualsiasi contributo è per l’associazione davvero preziosissimo, per continuare a mantenere gli animali salvati dai maltrattamenti e per salvarne altri in futuro. Sul sito http://www.horseprotection.it/ , alla pagina ‘SOSTIENICI’, potete trovare tutte le indicazioni per inviare una donazione o adottare a distanza uno degli equini salvati da IHP e garantirgli un futuro sereno in libertà.

Da oggi è possibile anche acquistare le felpe, le magliette e i cappellini con il logo IHP! “Aiutaci anche semplicemente facendo conoscere ai tuoi amici quello che facciamo”, comunica l’ufficio stampa di IHP, “invitali a iscriversi alla newsletter e a diventare ‘fan’ di IHP sulla nostra pagina di Facebook. Oppure distribuisci i nostri volantini, ad esempio presso studi veterinari, centri ippici o in occasione di feste e sagre. Per avere informazioni più dettagliate sui nostri gadget e per ordinarli, così come per chiederci dei volantini gratuitamente, scrivi a ihp@horseprotection.it”.

LINK: CAVALLOMAGAZINE

 

liberiamo ROCKET…aiutiamo IHP nel sostenere la sua lotta…

DAL WEB DI IHP:

Rocket, storia di un’ingiustizia


Rocket, storia di un’ingiustizia


Rocket è una cavalla sotto un irragionevole sequestro sanitario, che la condanna a vivere in un inutile isolamento, in condizioni evidentemente non adatte ad un animale che in natura vive in branco e in grandi spazi, con il paventato rischio di abbattimento, a seguito di una procedura a nostro parere non conforme alla Normativa in vigore, seguita da alcuni apparati dello Stato che l’ha dichiarata positiva alla Anemia Infettiva Equina pur in presenza di due test di Coggins entrambi negativi.

L’ Anemia infettiva equina (AIE) è una malattia virale degli equidi conosciuta da molto tempo ma dal 1995, probabilmente vista la limitata diffusione, i controlli obbligatori erano stati sospesi e limitati solo ad alcune categorie come gli stalloni ed ai cavalli destinati all’esportazione.

Nel 2006, a causa di alcune trasfusioni effettuate con emoderivati infetti provenienti da un laboratorio italiano, si sono registrati sia in Italia che in altri paesi dei casi di malattia in cavalli destinati ad uso sportivo (trottatori e galoppatori) che hanno portato alla reintroduzione, in Italia, del test sierologico obbligatorio in tutti i cavalli di età superiore a 6 mesi di vita (curiosamente escludendo quelli allevati esclusivamente per la produzione di carne).


L’AIE non è una malattia infettiva contagiosa in quanto non si trasmette direttamente da un animale malato ad uno sano ma c’è bisogno dell’intervento di un insetto vettore (tafani in genere) o dell’uomo che con aghi e siringhe contaminati con il virus o emoderivati infetti può trasmettere l’infezione. Pur evidenziandosi a volte episodi clinici di malattia, la maggior parte dei soggetti (viene stimato oltre il 90%) rimangono sani per tutta la vita.Le norme italiane ed estere individuano come test di riferimento per l’accertamento della positività alla anemia infettiva l’AGID, noto come test di Coggins. Riconosciuto sia dall’OIE (Office International des Epizooties, una sorta di OMS degli animali) che a livello internazionale, questo test è in grado di svelare la presenza di anticorpi prodotti nei confronti del virus e quindi di stabilire se l’animale vi è entrato in contatto.

In base a quanto riportato dal Centro Nazionale di Referenza per l’anemia infettiva equina, Rocket al 1° prelievo effettuato in data 11/06/2010 ha dato esito negativo al test AGID (Coggins) e positivo al test ELISA (un test che produce molti falsi positivi).

Ad un secondo prelievo eseguito in data 12/07/2010 il test AGID (Coggins) ha dato di nuovo esito negativo, dubbio il test ELISA e positivo l’Immunoblotting (un test non previsto dall’OIE per la diagnosi della Anemia Infettiva Equina e di attendibilità fortemente contestata dal mondo scientifico a causa della scarsa specificità).

Sembrava tutto semplice: un errore di interpretazione di una norma con conseguente utilizzo di un test inadatto allo scopo e non autorizzato. Sembrava facilissimo rimediare e revocare l’ordinanza di sequestro.

La ASL competente sul territorio ha però rifiutato tale possibilità richiesta per ben due volte dalle due ragazze proprietarie di Rocket ed indirizzata anche al Ministero della Salute, rivendicando la validità del suo operato, probabilmente anche in virtù del clima di tensione che inevitabilmente si è venuto a creare.

Con il contributo economico della Italian Horse Protection association-IHP, il Comune di Poli (Roma), l’ASL di Tivoli (Roma), l’Istituto Zooprofilattico di Roma ed il Centro di Referenza Nazionale di Pisa sono stati citati in giudizio di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio affinchè emettesse ordinanza di dissequestro della cavalla, a nostro parere posta ingiustamente in isolamento.

In giudizio si è presentata la sola ASL di Tivoli con una nota difensiva che –ovviamente- non entra nel merito della legittimità o meno dei test eseguiti.

Il giudice, nonostante avesse tutti i documenti necessari per emettere una sentenza (le norme prevedono esplicitamente il test di Coggins mentre l’Immunoblotting non è nemmeno citato), ha chiesto l’assistenza di un CTU (consulente tecnico d’ufficio).

Ciò significava andare incontro ad un processo della durata di anni, con costi che né le proprietarie dell’animale né IHP possono assolutamente sostenere, facendo di fatto il gioco della difesa della ASL che non avrebbe difficoltà a protrarre per lunghi anni la causa potendo fare affidamento su fondi pressoché illimitati provenienti –giova ricordarlo- dalle casse della collettività. Non accettando le proprietarie la CTU il giudice ha rigettato l’istanza pur non esprimendosi sul merito.

Rocket rimane quindi sotto sequestro, in isolamento, pur essendo negativa all’AIE. Nel frattempo le proprietarie ed IHP stanno cercando qualsiasi forma di aiuto che possa far sì che la ASL competente accetti finalmente i fatti, e cioè che l’unico test valido ha dato un unico risultato: negativo.

Il 24 novembre il Direttore Regionale della Regione Lazio (v. BUR Lazio n. 48 del 28/12/2010) stabilisce chiaramente che l‘eventuale positività al test Elisa “deve essere confermata con il test di immunodiffusione in gel di agar” (il cosiddetto test di Coggins NdR). Quindi tutto sembrerebbe chiaro, la cavalla è negativa essendo il test di Coggins risultato entrambe le volte negativo. Peccato che la cavalla rimanga sotto un immotivato sequestro sanitario.

La vicenda di Rocket è venuta fuori perché i proprietari si sono rivolti a IHP per chiedere assistenza, ma ci chiediamo: quanti cavalli sono stati illegittimamente dichiarati positivi alla AIE e quindi posti sotto sequestro seguendo procedure discrezionali come in questo caso? A quanti proprietari è stato suggerito, come si mormora che alcune ASL abbiano suggerito, l’abbattimento di un equide sano ma positivo alla AIE (o magari addirittura negativo come in casi analoghi a questo) in spregio alle norme penali in materia che lo proibiscono?

Le proprietarie di Rocket e IHP chiedono un intervento del Sottosegretario alla Salute, On. Francesca Martini, nota per il suo impegno a favore dei diritti degli animali, affinchè riaffermi lo stato di diritto e faccia sì che vengano applicate le Norme in vigore nella Repubblica Italiana e non norme fantasiose non scritte da nessuna parte. Norme non scritte e non vigenti fatte valere con i fondi messi a disposizione dai contribuenti per ben altri scopi che non l’umiliazione di chi non può parlare e difendersi solo perché equide.

Il caso di Rocket, la cavalla posta ingiustamente sotto sequestro sanitario e costretta a vivere da mesi in un box dopo anni di libertà, è stato seguito anche da Striscia La Notizia, che sabato 12 marzo ha mandato in onda un servizio realizzato da Edoardo Stoppa.

Rocket è stata dichiarata positiva all’anemia infettiva equina in virtù di un test non ufficiale e che non viene utilizzato in Europa a scopo di diagnosi (vedi nostri articoli correlati). Il test ufficiale, invece, ha dato per ben due volte esito negativo: nonostante ciò, l’Asl e il Comune di Poli (Roma) hanno emanato un provvedimento di isolamento contro il quale i proprietari di Rocket e IHP si stanno battendo da mesi, per restituirle la libertà. E’ questa anche una battaglia di civiltà, perché riteniamo che ogni cittadino abbia il diritto di vedere tutelata la propria libertà da iniziative arbitrarie che non trovano fondamento né giuridico né scientifico.

Di fronte a tanto clamore, stupisce il silenzio del Ministero della Salute e in particolare del Sottosegretario On. Francesca Martini: a lei IHP ha chiesto e sollecitato un chiarimento ufficiale in merito ai test da utilizzare perché un equino possa essere dichiarato positivo all’anemia infettiva equina. Ciò potrebbe consentire la liberazione di Rocket…ma finora nessuna risposta è giunta.

il servizio di STRISCIA LA NOTIZIA:

per leggere gli articoli in originale:
horseprotection/rocket

PER FIRMARE LA PETIZIONE, POCHI MINUTI PER UN AIUTO IMPORTANTE:

PETIZIONEROCKET

Un sabato pomeriggio nel paradiso dei cavalli: IHP..

Si, un giorno nel loro paradiso terrestre, perchè IHP regala la piena libertà a queste povere bestiole…Molte di loro provengono da sequestri e hanno alle loro spalle storie tanto tristi quanto disumane. L’ultimo poco meno di un mese fa (quello di Agropoli, vedi post anteriore) che ha regalato anche la nascita di un meraviglioso puledrino, LIBERO, di nome e di fatto. I primi sette giorni di vita sono stati critici, ma con le dovute cure e la pazienza dello staff il piccolino è nato una seconda volta per assaporare una vita vera e libera come sua madre ancora non aveva mai conosciuto.

IRENE, LA VOLONTARIA CON LA CAVALLA E IL PULEDRINO LIBERO.

LIBERO (BIRBANTELLO…)

Questo posto verdeggiante calma l’anima e i cavalli fanno il resto. Meglio di un pomeriggio alle terme, il cuore trova una pace indescrivibile. Bello vedere le giovani volontarie con il sorriso sulla bocca, felici del servizio che prestano e disinvolte nel parlare italiano o inglese a seconda a chi si rivolgano. Irene mi ha accompagnata in un bellissimo giro della tenuta e, come sempre, ho avuto l’impressione di essere dentro un documentario dove vediamo i cavalli liberi che corrono tra i campi. La stessa cosa accade qui, si rincorrono, giocano o semplicemente si riposano. Fieno sempre a disposizione, ripari e boschetti dove rifugiarsi in caso di calura. Ogni tanto esce qualche lapino o un fagiano per coronare questo quadro bucolico.


Un gruppo di ex trotter che brucano felici…

UN MOMENTO DELLA VISITA VETERINARIA A UN OSPITE PIU’ ANZIANO: FLY (MA QUANTO E’ BELLO!!!)

Oggi il veterinario ha controllato tutti i 63 ospiti dell’IHP con l’aiuto di Irene e Sonny. E’ bello vedere come queste persone lavorino con la passione tipica di chi pensa prima di tutto al benessere degli animali e poi al resto.

SEMPRE FLY.

DOMINGO, L’ANZIANO ASINO, ANCHE LUI DERIVANTE DA UN SEQUESTRO

Io ringrazio Irene e Sonny per la calorosa accoglienza e disponibilità ( come sempre) e sono felice di aver conosciuto anche la dolce Eleonora (che cura l’immagine). Con questa mia visita ho voluto rendervi partecipi di questo centro (famoso non solo in Italia, ma anche all’estero) per il recupero equino, insomma l’associazione a cui dono 0,50 centesimi per ogni libro venduto…. COSA POTETE FARE VOI? ADOTTARE UN CAVALLO A DISTANZA CON POCHI SOLDI O ANCHE CON UN’ESIGUA DONAZIONE POTRETE ASSICURARE LORO LE CURE NECESSARIE, IL FIENO E UNA DEGNA VITA LIBERA, QUELLA CHE UN TEMPO L’UOMO GLI AVEVA TOLTO!

adozioneihp

ALTRE DUE CAVALLINE DEL SEQUESTRO DI AGROPOLI….

L’aria del Paradiso è quella che soffia tra le orecchie di un cavallo. (proverbio arabo)

Un cavallo vale più di ogni ricchezza. (proverbio spagnolo)

Fra la sella e la terra c’è la grazia di Dio. (proverbio irlandese)

CAVALLI DI AGROPOLI AD IHP E STRISCIA LA NOTIZIA

 

Cavalli di Agropoli e Striscia la Notizia

(DAL SITO DI IHP)

Molti di voi ricorderanno che ad Ottobre 2010 Edoardo Stoppa e la troupe di Striscia la Notizia trovarono sei cavalli in condizioni di maltrattamento all’interno di un capannone abusivo ad Agropoli (Salerno).

Il proprietario non fu particolarmente contento di ricevere le telecamere ed espresse il proprio dissenso in modo difforme dalla morale comune. A seguito di questo episodio Edoardo venne ricoverato in ospedale ed il proprietario fu posto agli arresti domiciliari.

I cavalli vennero immediatamente sequestrati dall’Autorità Giudiziaria per maltrattamento e la Task Force Animali del Ministero della Sanità dette loro le prime cure. Uno di loro, purtroppo, era in condizioni gravi ed è deceduto dopo poco tempo.

Dopo le solite lungaggini burocratiche, le Autorità hanno deciso di portare i cavalli sopravvissuti presso l’unico centro in Italia esplicitamente autorizzato ad accoglierli : Italian Horse Protection per garantire loro un futuro sereno

Poco dopo l’arrivo, uno dei cavalli sequestrati, Bianca, ha dato alla luce un puledro simpaticissimo al quale abbiamo dato il nome di Libero. E libero resterà per sempre!

Purtroppo il puledrino ha contratto un’infezione, la cui causa principale risiede verosimilmente nello stato di debilitazione e di stress della mamma, che non è stata in grado di trasmettergli gli adeguati anticorpi attraverso il latte. Così, a soli due giorni di vita sono iniziate per lui le terapie: trasfusioni di plasma, lavaggi articolari e antibiotici. Il tutto effettuato dai nostri veterinari Iacopo Secco e Agnese Santi (leggi il ns. comunicato del 25 marzo 2011 e del 31 marzo 2011)

Adesso Libero sta molto meglio, non è più in pericolo di vita e, dopo aver passato le prime settimane della sua esistenza in stalla a causa del suo delicato stato di salute , lo stiamo lentamente abituando a vivere allo stato brado, come ogni cavallo dovrebbe vivere.

Italian Horse Protection ringrazia, a nome dei cavalli liberati, la troupe di Striscia la Notizia per aver scoperto il luogo del maltrattamento ed essersi attivamente adoperati perché fosse messa la parola fine a tutto ciò. Ringraziamo anche tutti coloro che ci hanno aiutato e continuano ad aiutarci, con le loro donazioni, a coprire le ingenti spese che quotidianamente dobbiamo sostenere per assicurare ai 63 equidi da noi ospitati una vita degna di essere vissuta.

http://www.horseprotection.it/index.asp

 

HO LA FORTUNA DI CONOSCERE QUESTE MERAVIGLIOSE PERSONE CHE DEDICANO IL LORO TEMPO E LA LORO VITA PER SALVARE I CAVALLI E TUTTI GLI EQUIDI IN GENERALE. LIBERO ORA E’ FUORI PERICOLO GRAZIE ALLE ATTENZIONI DELLO STAFF DI IHP, SONNY CHE SI E’ PRESO CURA DI FARGLI LE INIEZIONI OGNI NOTTE E GLI ALTRI VOLONTARI CHE LO HANNO ACCUDITO CON AMORE, DIVENTANDO COSI’ LA NUOVA MASCOTTE DELL’ASSOCIAZIONE. UN ALTRO SEQUESTRO FINITO BENE, NON DIMENTICHIAMOCI CHE UNO DEI CAVALLI PER I MALTRATTAMENTI SUBITI NON CE L’HA FATTA..E QUESTO ACCADE OGNI GIORNO, PURTROPPO!!!!

 

IL VIDEO DI STRISCIA LA NOTIZIA DI QUALCHE GIORNO FA:


IHP a ROMA CAVALLI 7-10/04/2011

DAL LORO SITO:

 

IHP a RomaCavalli
L’Italian Horse Protection avrà un proprio stand a RomaCavalli 2011 (dal 7 al 10 aprile), per presentare l’attività di unico centro di recupero in Italia per equini maltrattati e le tante iniziative messe in campo per il benessere di questi animali, dalla divulgazione etologica alla promozione di nuove normative fino alle denunce contro i maltrattamenti.

Sarà un’importante occasione per confrontarci con un mondo legato in varie forme all’utilizzo del cavallo, molte delle quali poco rispettose se non addirittura violente, e di far emergere il principio secondo cui la relazione con gli equini è plausibile solo se si hanno la capacità e la voglia di capire la loro natura. Solo allora saranno dei compagni e non degli strumenti per il proprio divertimento o tornaconto.

Per arrivare a ciò serve un cambiamento culturale e noi vogliamo esserne protagonisti.

Lo stand IHP sarà il numero A 15, al padiglione 7: venite a trovarci per saperne di più su di noi, conoscere le storie degli equini salvati (e magari adottarne uno a distanza) e per vedere il programma di attività ed eventi che presentiamo quest’anno.

Parleremo anche di Rocket, la cavalla posta ingiustamente sotto sequestro sanitario e costretta a vivere in un box dallo scorso agosto: sabato e domenica ci saranno i suoi proprietari, a raccontare la battaglia che stiamo conducendo insieme per liberarla e a chiedere firme per una petizione rivolta all’On Francesca Martini.

La IHP er presente a Roma Cavalli e molte sono le persone che si sono fermate allo stand per chiedere delucidazioni e prendere i depliants dell’associazione. Una vetrina importante per far conoscere il loro lodevole e fondamentale lavoro per la tutela e la salvezza equina. Il tutto svolto con la massima serietà e competenza, come loro stile. Basti pensare che i volontari e i responabili sono tutti vegetariani..insomma più dimostrazione d’amore per gli animali di così!!!
OPPURE CLIKKARE QUA SOTTO:

articolo su IL TIRRENO (26 ottobre 2010)

MONTAIONE. Samanta Catastini, traduttrice, critica, scrittrice di romanzi rosa, abitante a Torre di Fucecchio, ha deciso di donare 50 centesimi, per ogni copia venduta dei suoi libri, all’Ihp (Italian Horse Protection), con sede a Montaione, unica associazione, in Italia, a recuperare equini sottoposti a maltrattamenti e, per questo, sequestrati. Agisce in base a una legge. E’ la 184 del 2004. I cavalli attualmente in cura – fisica e psicologica – sono una settantina.

E’ una storia, quella di Ihp, che nasce da una morte. La racconto con l’aiuto di Samanta. Antonio Nardi-Dei Filicaja Dotti è un produttore di vino, in quel di Montaione. Fin da bambino sta vicino ai cavalli, che vuole mantenuti allo stato brado. Nel settembre 1999, si mette in cerca di alcuni cavalli da acquistare per tenere al pascolo nella sua proprietà. E scopre cosa c’è dietro al commercio, al trasporto e all’utilizzo di questi animali. Niente di buono. E, due anni dopo, un cacciatore gli uccide la cavalla Flaminia.

«Antonio – racconta Samanta – s’avvia sulla strada della conoscenza del rapporto, spesso malato, tra gli umani e gli animali. Ciò lo fa arrivare, attraverso il recupero di equidi e l’educazione degli uomini, alla creazione di Ihp con Sonny Richichi e Francesca Vaccari». E’ l’ottobre 2009. Antonio assume la carica di presidente. Sonny Richichi è il responsabile organizzativo. Nel suo carnet, una lunga militanza nella Lav (Lega anti vivisezione), di cui diventa presidente nazionale dal 2004 al 2006. Nel 2009 diventa direttore della Fondazione Flaminia da Filicaja, che lascia per portare avanti l’Ihp: «Sonny – rileva Samanta – ha lavorato per anni in banca, fino a diventare direttore di filiale». Poi ha deciso di cambiare vita, per trasformare in lavoro la sua passione per i cavalli.

Adolfo Sansolini è il responsabile delle relazioni internazionali. Già direttore e presidente nazionale della Lav, nel corso degli anni ha lavorato in Europa per le maggiori associazioni animaliste. «Nel 1993, collabora all’apertura dell’ufficio italiano dell’International Fund for Animal Welfare, insieme con l’ex commissario europeo Carlo Ripa di Meana». Poi lo troviamo coordinatore, per il Sud dell’Europa dell’European Coalition for Far Animals. Nel 2001 si trasferisce a Londra, dove dal 2004 al 2006 dirige la British Union for the Abolition of Vivisection e coordina la European Coalition to End Animal Experiments. Dal 2006 al 2009, è consigliere per le politiche commerciali di numerose organizzazioni, che rappresenta anche nell’Unione Europea e governi di diversi Paesi. Dal 2009 alle Nazioni Unite rappresenta la Wold Society for the Protection of Animals.

Sansolini fa anche il giornalista. Alla Radio Vaticana, dal 1996 al 2003, conduce il programma “Un habitat per tutti i viventi”. Scrive per giornali italiani, inglesi e spagnoli. Collabora con la Bbc. Irene Calvani è responsabile di adozioni e visite. E’ lei la responsabile delle adozioni a distanza e delle donazioni. La grafica e la comunicazione sono affidate a Eleonora Gioventù.

Perché Samanta Catastini ha scelto questa associazione? «Sono capitata per caso nella loro pagina, rimanendo sconvolta dalle storie tristi di cavalli trasportati in container dal Sud America. Stipati, denutriti, maltrattati. Per finire nei macelli italiani. Mi ha affascinato l’impegno di queste persone. Mi ha aperto gli occhi su una realtà celata. Non si possono uccidere così i cavalli, siano essi puledri o anziani. Noi uomini gli dobbiamo molto. Fanno parte della nostra storia. Li troviamo in guerra, ma anche mezzo indispensabile per viaggiare e lavorare i campi».

Lei ama gli animali. E’ un amore forte, da risultare spesso – per sua ammissione – eccessivo. Per lei sentire il nitrito d’un cavallo è il massimo, non ha prezzo. Ne ha due, di cavalli: Wimpy e Major. Grazie a questa ultima cavalla, di 21 anni, tutto ha avuto inizio. Quando nel luglio scorso, Samanta è andata a Montaione, subito dopo l’arrivo di numerosi cavalli, frutto di un sequestro, è rimasta colpita dall’amore che viene messo nel trattarli, oltre al posto stupendo in cui sono fatti vivere, animato da non pochi volontari.
Samanta ha letto il brano, che fa bella mostra di sé nel sito di Ihp, e l’ha fatto suo: «Gli umani non imparano facilmente cos’è il rispetto della vita. Non considerano gli altri animali come compagni con cui convivere, ma come cose da utilizzare e buttare via subito dopo. Quasi mai il cavallo è considerato un amico, perché è sempre un ‘cavallo da’: da trotto, da galoppo, da salto a ostacoli, da dressage, da scuola d’equitazione, da carrozza, da circo… da macello. Ihp è nata per tentare di favorire un cambiamento e per scuotere le coscienze della gente».

I 50 centesimi si riferiscono a qualsiasi romanzo di Samanta Catastini acquistato o scaricato sul sito http://stores.lulu.com. Sono romanzi storici o contemporanei, con storie d’amore che non sempre finiscono bene. Finora, a dire il vero, Samanta ha versato a Ihp l’intero ricavato delle vendite dei suoi libri, perché ci tiene tanto e perché l’associazione – rileva – se lo merita.

 

FONTE “IL TIRRENO” per leggere l’articolo clikkare qui sotto:

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