Un binomio inseparabile Insieme oltre la vita (da Cavallo Magazine)

22.03.2012 Un cavallo e una ragazza. Lui si chiamava Lavender e se ne è andato per una rarissima forma di colica un giorno prima della sua amata proprietaria. Lei, Emma Smith, aveva 23 anni ed era affetta da leucemia. I due erano molto uniti e insieme da otto anni

Minster, 22 marzo 2012 – La commovente e misteriosa vicenda, che sta appassionando centinaia di persone, è accaduta nel Kent, Inghilterra. Lavender, questo il nome del cavallo, è morto per una rarissima forma di colica un giorno prima della sua amata proprietaria, Emma Smith, una 23enne malata di leucemia.

I due, insieme da otto anni, erano legati da un rapporto quasi simbiotico, hanno raccontato i genitori della ragazza a un giornalista del Daily Mail, nella versione on line del quotidiano inglese su cui è apparsa la notizia. Ma mentre per Emma il destino era putroppo segnato, da quando le avevano diagnosticato la malattia un anno prima, per quanto riguarda il cavallo la sua morte rimane avvolta da un alone di mistero. Infatti l’animale godeva di ottima salute e non ha mai avuto particolari malattie e problemi durante tutta la sua vita, ma ha iniziato a stare male proprio in concomitanza con il tracollo fisico della sua padrona. Fino a quando, appena 24 ore prima che lei se ne andasse, Lavender è stato colto dalla rara forma di colica che l’ha portato via in poche ore.

Forse per arrivare un po’ prima di Emma e portarla sulla sua groppa su, al galoppo, nel blu del cielo.

LINK: http://cavallomagazine.quotidiano.net/cavallomagazine/2012/03/22/685214-cavallo_muore_crepacuore.shtml

Qualsiasi parola sarebbe vana….Per me questa notizia non è novità; ho la piena consapevolezza che loro ci amano più di ogni altra cosa al mondo! Ed è un amore incondizionato….Unico!

Samanta

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auguri BONFIRE… 29 anni!

Amsterdam 21 marzo 2012- Compie oggi 29 anni Bonfire, l’amatissimo cavallo con cui la campionessa del rettangolo olandese Anky van Grunsven ha ottenuto numerosissimi titoli, tra cui due medaglie olimpiche. La notizia la riporta sul proprio sito internet la dressagista olandese.

Bonfire è stato ritirato dalle competizioni 10 anni fa, pur continuando a essere tenuto in esercizio dalla van Grunsven. Ora si gode la pensione al pascolo insieme a due altri amici, presso gli impianti dell’amazzone, in Olanda.

Bonfire è stato allevato da  Karl Bernd Westerholt e in seguito acquistato dalla van Grunsven all’età di due anni. ” A quell’età non è facile vedere quanto talento abbia un cavallo, ma mi sono subito resa conto che era speciale e tuttora resta il mio preferito!” ha dichiarato la dressagista olandese che oggi sicuramente festeggerà il suo amato campione.

LINK NOTIZIA APPARSA SU CAVALLO MAGAZINE: http://cavallomagazine.quotidiano.net/cavallomagazine/sport_cavallo/2012/03/21/684626-buon_compleanno_bonfire.shtml

Questa sera quando ho sentito questa bella notizia su Class Horse Tv mi sono messa a piangere. Non mi vergogno ad ammettere che ho pure smesso di mangiare per la gioia e l’emozione che mi ha regalato il sapere che un cavallo plurivittorioso si goda la sua vecchiaia con dignità! Questo sarebbe il GIUSTO futuro di ogni cavallo al mondo, soprattutto di tutti quegli equidi da competizione, sballotati a destra e sinistra…una carezza, un filo d’erba e il diritto alla VITA sono il dono migliore…

ALEXANDER MCQUEEN LASCIA AI SUOI CANI 56.000 EURO DI EREDITA’


Alexander McQueen lascia ai suoi cani 56 mila euro dell’eredità

Lo stilista aveva lasciato scritto: “Abbiate cura dei miei cani”

27/07/2011 – Lo stilista Alexander McQueen ha lasciato oltre 56.000 euro dei suoi 18 milioni di eredità ai suoi amati cani. L'”enfant terrible” della moda ha chiesto nel suo testamento di versare il denaro in un fondo fiduciario per assistere i suoi tre cani – Minter, Juice e Callum – fino alla fine dei loro giorni.

La stessa cifra andrà ai nipoti e ai suoi due domestici, Marlene e Cesar Garcia, per il loro “lungo e fidato lavoro”; fu proprio Garcia a ritrovare lo stilista impiccato, circa un anno e mezzo fa, nel suo appartamento di Mayfair. Le tre sorelle e i due fratelli riceveranno ciascuno oltre 280.000 euro.

Stando a quanto riporta il quotidiano britannico The Telegraph, il resto dell’eredità dello stilista 40enne è stata invece devoluta a organizzazioni benefiche, tra cui Battersea Dogs and Cats Home e London Buddhist Centre, e al finanziamento di borse di studio al St Martin’s College of Art and Design di Londra, dove McQueen studiò moda.

Secondo l’inchiesta condotta dopo la sua morte, lo stilista si uccise schiacciato dalla depressione, dalla pressione del lavoro e dal dolore per la morte della madre. Gli agenti di polizia trovarono nel suo appartamento un libro, su cui McQueen aveva scritto: “Abbiate cura dei miei cani, mi dispiace, vi amo, Lee (con cui veniva chiamato da parenti e amici, ndr)”.

DAL BOG: http://www.gattopoli.it/news/stilista-lascia-ai-suoi-cani-parte-dell-eredita.html

AIUTIAMO NORA E GLI AMICI DEL VECCHIO FAGGIO…


GLI AMICI DEL VECCHIO FAGGIO è un associazione senza scopo di lucro, pertanto il suo fine ultimo è quello di salvare quanti più cavalli possibile dal macello. L’Associazione non venderà mai nessun cavallo a terzi, proprio per garantire ai suoi animali di vivere dignitosamente e in totale libertà fino alla fine naturale dei loro giorni, in un ambiente che rispetti il più possibile le abitudini naturali di questa specie
C’era una volta una pensione per animali…

Un giorno, grazie ad un cuore enorme la pensione si è trasformata in un rifugio dove accogliere anime in pericolo, sofferenti ed ecco la fantastica associazione di cui oggi vi voglio parlare.

L’associazione Gli Amici Del Vecchio Faggio è un oasi di amore e benessere per tutti quelli che hanno bisogno di pace, cure e serenità.
Raccolti al vecchio Faggio attualmente si trovano cavalli, cani, maiali tutti tolti da situazioni terribili, tutti salvati dalla morte e dal dolore.

L’associazione ha in serbo per il futuro grandi cose, sia per gli animali (che verranno recuperati con le cure sia del corpo che dell’anima) che per gli umani dal cuore fino, come i bimbi, che potrebbero imparare ad approcciarsi ai pelosi di ogni tipo ed imparare a rispettare ed amare la natura in un luogo favoloso e di pace.
COSA POSSIAMO FARE INSIEME PER AIUTARE NORA, DALL’EVENTO DA ME CREATO SU FACEBOOK, IN VIGORE DA OGGI FINO ALLA FINE DI GIUGNO:
chi non conosce l’amore di Nora per gli animali? Soprattutto quelli indifesi, maltrattati e ridotti pelle e ossa. La sua casa è un rifugio dove ne accoglie di ogni specie, cavalli, cani, gatti e anche maiali. Ma non è facile, chi è cieco, chi ha l’otite, chi è zoppo….AIUTIAMOLA…Io solitamente dono 0,50 centesimi per ogni download dei miei romanzi per un’altra associazione, Vi propongo l’acquisto del download di un mio romanzo (o più di uno) donando il ricavato a Nora..FINO ALLA FINE DEL MESE…CON TRASPARENZA VI AGGIORNERO’ SULLA SOMMA RICAVATA…VI PREGO AIUTIAMOLA A CURARE QUESTI POVERI ANGELI, NORA HA BISOGNO DI NOI!!!!!IL LINK ALLA MIA VETRINA LETTERARIA:
SAMANTA/VETRINA/LULU.COM/EDIZIONI

COME VEDETE I PREZZI DEI DOWNLOAD SONO MOLTO BASSI, FORZA, LEGGERETE QUALCOSA DI SPENSIERATO E AIUTERETE ANIMALI BISOGNOSI…

SAMANTA PER NORA


MERAVIGLIOSA NOTIZIA SUI CAVALLI DEL DELTA DEL DANUBIO….

IL 18 MAGGIO E’ AVVENUTA UNA COSA TERRIBILE..L’HO SCOPERTA ALLE 23 DI SERA E NON HO MAI DORMITO OLTRE AD AVER CONTTATTATO CATIA BROZZI (presidente UNICORNO e responsabile equini dell’AIDAA) FINENDO CON IL TRASCORRERE ORE DI APPRENSIONE..LA MATTINA ALLE 7.30 DI NUOVO AL TELEFONO..QUESTA E’ LA NOTIZIA DI QUEL GIORNO:

Foto da Vier Pfoten Romania

71 cavalli selvatici che vivevano liberi sul Delta del Danubio sono stati catturati nei giorni scorsi su indicazione delle autorità pubbliche incaricate della tutela dell’area naturalistica. Gli animali danneggerebbero il bosco “Letea” nel parco naturale del Delta, l’ultima zona d’Europa dove vivono in libertà circa 2.500 cavalli. Grazie alla mobilitazione di Vier Pfoten Romania il caso è diventato di dominio pubblico, anche se da molti anni gruppi di cavalli vengono regolarmente catturati e macellati, ufficialmente “per proteggere l’ambiente”. In realtà molti contadini hanno chiesto – dopo la cattura – di rientrare in possesso del proprio animale, pur non avendo le carte in regola per dimostrare di essere gli effettivi proprietari. Ma la possibilità di vendere l’animale al macello incassando 25 euro a cavallo ha spinto molti abitanti a tentare il tutto e per tutto.
Oggi si è saputo che Vier Pfoten Romania è riuscita ad acquistare i 20 puledri, temporaneamente parcheggiati in un cortile privato della zona, mentre 21 animali sono stati trovati affetti da anemia infettiva e verranno abbattuti. Restano 50 cavalli, tenuti in condizioni proibitive dalle autorità in un unico recinto, senza acqua nè cibo, di cui bisognerà decidere il destino.
Grande è stata la mobilitazione dei media romeni sul caso, che sta scuotendo una parte dell’opinione pubblica. I cavalli del Delta erano stati i protagonisti di un documentario della Tv tedesca e sono oggetto di studio da parte di ricercatori come quelli dell’università di Vienna, con cui Vier Pfoten è in contatto. Non esiste al momento una legge in Romania che preveda la categoria di “cavallo selvatico” e quindi neppure una tutela formale di questi splendidi animali a cui aggrapparsi per evitare che siano uccisi.
Vier Pfoten ha denunciato l’ASL e le autorità competenti per la modalità con cui i cavalli vengono tenuti in attesa del macello.

La Romania esporta ogni anno 22.000 cavalli vivi, destinati perlopiù ai macelli italiani, e circa 75.000 sotto forma di carne. (savethedogs.eu)

LA SITUAZIONE E’ ANDATA PEGGIORANDO NEI GIORNI SEGUENTI….MENTRE IL MIO TELEFONO FUMAVA…MA IO ERO SOLO IMPOTENTE…SOLO UN TRAMITE TRA VARIE ASSOCIAZIONI..CATIA LAVORAVA A FIANCO DI LORENZO CROCE (AIDAA)…MA LE SPERANZE SI ASSOTTIGLIAVANO SEMPRE PIU’!TRASPORATI PER TRENTA ORE, AMMASSATI, SENZA ACQUA E CIBO..TANTI SONO MORTI DI STENTI:

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The horses from Letea have been rescued. They need emergency medical care

The animal lovers succeeded to stop the massacre of horses from Letea. VIER PFOTER along with other animal protection NGOs and volunteers from all over the country have managed to interfere with the transportation of horses to the slaughterhouse. After hours of transportation in cruel conditions, the vehicle transporting the horses arrived to Urleasca, the place where the animals received food and water, as well as the first aids provided by the individuals on the site. Because they haven’t been fed throughout the 300 km and due to the crowded place where they laid for so long, two of the horses died, and others powerlessly crashed to the ground.

When they were freed, the horses which were still standing up did not pass insensitively beyond their fellow laying breathless at the vehicle’s door, but they seemed to be trying to wake it up, they refused to abandon the one which accompanied them along the ordeal.

Once more, the animals prove that they are noble beings which do not abandon their suffering fellows. An example supporting this idea is the one provided by Victoria the mare, the sickest from the group, severely wounded when ascending the vehicle, which accepted a colt whose mother died throughout transportation.

Our colleague Kuki Barbuceanu, supported by the individuals who joint this rescue action, has not lost the vehicle trace for a second, making all the efforts to prevent the sacrifice of these poor animals. Currently, 2 VIER PFOTEN veterinaries are in Urleasca to provide the medical care necessary for the abused horses.

LE IMMAGINI TRATTE DALL’ASSOCIAZIONE DI VOLONTARI RUMENE PARLANO DA SOLE…LE NOTIZIE DEL 24 MAGGIO A CURA DELL’AIDAA:

Roma (24 maggio 2011) Sono 45 i cavalli del Danubio che sono sopravvissuti a questa vera e propria odissea che si protrae da diversi giorni quando dopo essere stati catturati nella zona delle foreste del Delta del Danubio sono stati considerati cavalli da macello la cui carne poteva essere destinata all’Italia. Dopo l’allarme delle associazioni animaliste e protezionistiche di mezza Europa i cavalli non sono stati accettati dal macello dove erano stati destinati per la macellazione in Romania, da li è iniziata una vera e propria odissea per i cavalli stivati sui camion (alcuni dei quali sono morti) fino a quando non sono stati parcheggiati in una zona verde nelle vicinanze della città di Ianca qui sono stati posti al riparo di alcuni tendoni prestati dalla vicina base Nato. I cavalli al momento sono accuditi dai volontari delle associazioni animaliste rumene e dal personale della base Nato. AIDAA dopo aver ricevuto alcune segnalazioni dalla Romania nei giorni scorsi aveva sollevato la questione ed ha in questo periodo inviato alle forze dell’ordine una relazione relativa al fatto che questi cavalli sono stati effettivamente rubati (sono cavalli protetti) e che le certificazioni per autorizzarne la macellazione erano state acquisite in maniera truffaldina. Dopo la denuncia i vertici dell’associazione animalista italiana hanno seguito passo passo la vicenda dei cavalli ed ora AIDAA si unisce agli appelli delle associazioni animaliste che stanno raccogliendo fondi a favore dei cavalli per garantire il loro mantenimento e le cure veterinarie. “La questione non è risolta completamente – ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- quello che noi chiediamo è che i cavalli tornino nelle foreste, per questo motivo abbiamo chiesto anche un incontro con il console rumeno a Milano. Ora però la prima emergenza da affrontare è quella di natura economica quindi invitiamo tutti a fare donazioni direttamente alle associazioni che in Romania si occupano di questi cavalli senza passare da intermediari italiani”.

PER DONARE

GIA – Group Initiative for Animals:

CIF – 22002126

IBAN (LEI): RO69 BTRL 0640 1205 E803 48XX

……IBAN (EURO):RO44 BTRL 0640 4205 E803 48XX

Banca Transilvania – Sucursala Marriott

VIER PFOTEN Romania

Cod de identificare fiscala al entitatii nonprofit: CF 12969627

Cont bancar (IBAN):

CONT IBAN RO 05 RZBR 0000 0600 1008 6169(ROL)

CONT IBAN RO 33 RZBR 0000 0600 1008 6150(Euro)

LA MAGNIFICA NOTIZIA DI OGGI:

Hlatka Jana E DarioLorenzo Croce

Finalmente buone nuove!!! I cavalli del Danubio salvati in questi giorni, beneficeranno di una protezione che durerà almeno 10 anni, secondo un accordo che verrà firmato tra l’organizzazione Vier Pfoten e diverse autorità pubbliche, compresi il Dipartimento di Sanità e il Dipartimento di Veterinaria della foresta Tulcea.

COMMENTO.

SIGNORI ABBIAMO VINTO. UNA SETTIMANA MA ABBIAMO VINTO. NEL NOSTRO PICCOLO ABBIAMO CONTRIBUITO A BLOCCARE QUESTO TRAFFICO. MA UN GRAZIE ENORME VA AGLI AMICI DELLE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE RUMENE, I CAVALLI DEL DANUBIO SONO SALVI E PER DIECI ANNI NESSUNO POTRA’ PIU’ METTERE LE MANI SU DI LORO QUESTA E’ UNA VITTORIA DEI FATTI DEL MONDO ANIMALISTA, QUELLO VERO DI CUI CI PREGIAMO FARE PARTE.  GRAZIE A TUTTI DAVVERO GRAZIE A TUTTI.

LORENZO CROCE

I CAVALLI RIMASTI TORNERANNO ALLA LORO VITA LIBERA..NON SI PUO’ IMPORRE LORO UN’ALTRA SOLUZIONE, QUESTA E’ LA LORO VOLONTA’…RINGRAZIO CATIA BROZZI PER AVERMI SEMPRE ASCOLTATA E AVER LAVORATO A MENTE FREDDA ANCHE QUANDO LE LACRIME E L’IMPOTENZA PRENDEVANO IL SOPRAVVENTO..RINGRAZIO LORENZO CROCE PER AVER PORTATO A TERMINE UNA SITUAZIONE CHE SEMBRAVA DESTINATA ALLA PEGGIORE SOLUZIONE…UN ELOGIO INFINITO A SAVE THE DOGS CHE TRAMITE VOLONTARI IATLIANI HA SEGUITO LA VICENDA MINUTO PER MINUTO…RINGRAZIO IHP NELLE PERSONE DI IRENE E SONNY PER AVERMI ASCOLTATA OGNI VOLTA CHE ALZAVO LA CORNETTA….E CONCEDETEMI ANCHE QUESTA: SONO ORGOGLIOSA DI FAR PARTE DI QUESTA SQUADRA….

DIECI DOMANDE A CUI I VIVISETTORI NON RISPONDONO da LIBERAZIONE.IT

Pseudoscienze, un modello che non funziona alla base di esperimenti inutili

Tutti ricordano le 10 domande che la Repubblica ha posto a Berlusconi senza, per altro, ricevere alcuna risposta. Analogamente presento 10 domande che invio ai vivisettori, ritenendole comunque uno stimolo di riflessione per tutti su un tema che è sempre più sentito dall’opinione pubblica.

Se la vivisezione poggiasse su basi scientifiche: perché esistono farmaci ad uso umano e farmaci ad uso veterinario?
Tutti sanno che i farmaci ad uso umano e quelli ad uso veterinario non sono gli stessi ed anche quelli per i cani non sempre si usano per i gatti e viceversa. Quale prova più evidente per dimostrare che ogni specie ha un proprio funzionamento e i dati ottenuti su una specie non sono automaticamente estrapolabili a nessun’altra?

Perché i ricercatori non vogliono che si avvii un processo di validazione dei modelli animali?
I metodi sostitutivi la vivisezione sono sottoposti a processi di validazione, ossia di dimostrazione della loro validità scientifica, mentre i modelli animali non sono mai stati validati. Nonostante ciò, la prima proposta che i vivisettori rifiutano è proprio quella di validare i propri modelli. Strano per chi afferma di essere dalla parte della ragione. Se infatti i modelli animali venissero validati, gli antivivisezionisti scientifici non avrebbero più argomenti e quindi proprio i vivisettori dovrebbero essere i primi a chiederne la validazione.

Perché sono stati creati animali modificati geneticamente e quindi umanizzati?
Nonostante possiamo contare su centinaia di specie differenti, i vivisettori negli ultimi 20 anni hanno creato migliaia di animali modificati geneticamente, aggiungendo un gene umano, oppure togliendo un gene che gli animali possiedono al contrario dell’uomo. Quindi in entrambi i casi, di fatto, gli animali sono stati “umanizzati”, ossia resi geneticamente più simili a noi. Non è questa una prova per dimostrare che la distanza tra gli esseri umani e tutte le altre specie è così elevata che dobbiamo umanizzare gli animali per pensare che possano essere utili per la ricerca?

Perché dopo la sperimentazione sugli animali bisogna obbligatoriamente sperimentare sugli esseri umani?
I vivisettori spesso ripetono che, se non si sperimentasse sugli animali, bisognerebbe farlo sugli esseri umani. In realtà in tutto il mondo le leggi impongono la sperimentazione umano dopo quella animale, prova indiscutibile che non possiamo fidarci dei dati ottenuti negli animali.

Perché è praticamente impossibile entrare nei laboratori?
Entrare in un laboratorio di vivisezione è impresa quasi impossibile, anche quando si vuole concordare la visita. Ne sanno qualcosa i giornalisti di “Report” che quando hanno registrato una trasmissione sulla vivisezione non sono riusciti ad entrare nei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità. Tutto ciò è molto strano per un’attività che è considerata da chi la pratica lodevole e ben condotta.

Perché oltre il 50 per cento dei farmaci presentano gravi reazioni avverse dopo la commercializzazione?
Gli antivivisezionisti sono a volte accusati di utilizzare i pochi casi in cui il comportamento degli animali si è dimostrato differente rispetto al nostro. Tuttavia i dati statunitensi hanno dimostrato che il 51 per cento dei farmaci hanno presentato dopo la commercializzazione gravi reazioni avverse che non si erano evidenziate negli animali da laboratorio e per questo motivo ogni anno muoiono circa centomila cittadini statunitensi. Come negare che questa strage dipenda da un modello sperimentale sbagliato?

Perché si utilizzano prevalentemente roditori anche se sono animali lontani da noi da un punto di vista evolutivo?
Oltre l’80 per cento degli animali utilizzati sono roditori, nonostante siano piuttosto lontani da noi da un punto di vista evolutivo. È vero che con loro condividiamo il 95 per cento del dna, ma con gli scimpanzé condividiamo il 99 per cento del dna. Certamente i roditori sono piccoli, mansueti, poco costosi e stimolano poca empatia nella gente. Sospetto che questi siano i criteri, “poco” scientifici, che li fanno preferire a tutte le altre specie più evolute.

Perché si studiano le malattie croniche e degenerative nei roditori che vivono solo 2-3 anni?
Sono studiate negli animali malattie come i tumori, le epilessie, la demenza, la schizofrenia e molte altre che necessitano di molti anni, a volte di decenni, per potersi sviluppare. Nella maggior parte di questi casi si utilizzano roditori, come topi e ratti, che vivono al massimo 2-3 anni. Non è questa una differenza sufficiente per invalidare qualsiasi risultato?

Perché si studiano le malattie della mente negli animali che non sanno parlare?
Il professor Pietro Croce affermava che la vivisezione poggia su un errore metodologico, ossia l’illusione di potere estrapolare i dati ottenuti negli animali nella nostra specie. In campo psichiatrico l’errore è doppio, poiché con gli animali non possiamo comunicare attraverso il linguaggio. Come si fa a capire se un animale è delirante, o allucinato, o ha idee suicidarie se non parla? Inoltre nelle ricerche in psichiatria e psicologia si somministrano sostanze psicoattive agli animali o si distruggono parti del loro cervello, condizioni che i clinici utilizzano proprio per escludere negli esseri umani una malattia psichica.

Perché farmaci tossici negli animali sono stati lo stesso commercializzati?
Di solito la gente crede che la vivisezione serva a selezionare le sostanze sicure da quelle tossiche per la nostra specie, tuttavia il prontuario farmaceutico è pieno di farmaci tossici negli animali che sono stati lo stesso sperimentati negli esseri umani e poi commercializzati. Forse gli stessi vivisettori non credono nelle loro ricerche e quindi dopo avere investito molti soldi nei test sugli animali, continuano in ogni caso le ricerche anche sugli esseri umani. È questa vera scienza?
Una sola di queste domande sarebbe sufficiente per mettere in seria discussione la validità scientifica della vivisezione, tutte insieme sono una dimostrazione che la ricerca medico-scientifica deve prendere strade diverse se vuole essere affidabile nei fatti e non solo a parole.

Stefano Cagnoin data:26/04/2011

PER LEGGERE L’ARTICOLO IN ORIGINALE:

Dieci-domande-a-cui-i-vivisettori-non-rispondono—LIBERAZIONE-IT.htm

buona Pasqua….


Qualsiasi cosa un uomo faccia agli animali, gli verrà ripagata con la stessa moneta.
– Pitagora (560-480 ca. a.C.)


Campagna contro il massacro degli agnelli pasquali

Per me le feste pasquali significano solo terrore e morte. Dopo avermi separato da mia madre, mi caricherano su un camion e, come accade a milioni di altri agnellini, sarò condotto verso il mattatoio.
Il viaggio sarà lungo ed estenuante, non potrò riposare, avrò fame, freddo e molta paura.
Trasportato per centinaia di chilometri, stanco e stremato, giungerò alla meta finale: il macello. Durante l’attesa vedrò i miei compagni agonizzare e quando arriverà il mio turno, mentre urlerò di terrore, mi taglieranno il collo, la mia morte sarà lenta e atroce.
Invece di andare incontro alla vita arriverò da te… con che cuore mi mangerai?

SE SAPESSI QUANTO PIANGO

NON MI MANGERESTI

RICORDA
La crudeltà a tavola NON è una necessità ma una scelta.
Diventa vegetariano e salverai me e tanti altri animali!

“Verrà un giorno in cui l’uccisione di un animale verrà considerata come l’uccisione di un uomo” (Leonardo da Vinci)

Ogni anno milioni di agnelli pagano con una morte atroce il prezzo di assurde tradizioni, immobilizzati, sgozzati e fatti morire lentamente dissanguati.
Tre minuti di pura agonia e questo perchè la carne possa essere più bianca, tenera ed appetibile.

Quest’anno festeggia Pasqua senza agnello nel piatto, non è una tradizione, ma una strage di innocenti.

RICORDALO
Contribuisci ad evitare l’ingiusto
ed inutile sacrificio di vite innocenti!

NON COMPRARE L’AGNELLO!!

BUONA PASQUA E…SALVATE L’AGNELLO!!!!!
SAMANTA