Siviglia, giugno 1744
Tesoro mio,
Sono passati tre anni dal nostro addio…o meglio dalla mia vile fuga. Continuo a pensarti e a maledirmi. Passano donne da questa stanza da letto ma nessuna si ferma più di una notte. Non riesco ad affezionarmi, tanto meno a decidere di mettere su famiglia. Carlos è venuto qui da me oggi pomeriggio. Vederlo mi provoca sempre un tuffo al cuore. E’ come tornare indietro con il tempo. E quanto vorrei che fosse vero! Me ne infischierei di quelle specie di guardie che mi rendono la vita un inferno…O forse lo dico perché so che non è possibile…che indietro non si può mai tornare…Ho saputo che Alma cresce velocemente e che ti somiglia come una goccia d’acqua. Come vorrei vederla. Non ho neppure il coraggio di avvicinarmi a Cordova! Avrei tanto desiderato avere una figlia. So che le femmine adorano i loro padri e io spenderei tutti i miei risparmi pur di averne una..ma non con una donna qualsiasi, con te!
Tuo Teodoro
Aveva nascosto quella lettera nel suo corsetto. Se Alma l’avesse vista non sarebbe riuscita ad evitare una bella brontolata. E non poteva darle torto. Lei stessa si era ripromessa di non leggerne più. Almeno fino a Versailles. Però quello che la spingeva a farlo ora non era più il dolore, quello forte e straziante provato all’inizio ma la rabbia. Si, la rabbia nello scoprire che un uomo aveva buttato via la propria esistenza al vento solo per codardia. Quella era stata solo viltà e mancanza di fiducia in se stesso. Cosa sarebbe cambiato dal mettere a repentaglio la vita decidendo di vivere con lei al condurre una quotidianità nel rimorso? Basta! Era ora di sistemarsi e scendere a mangiare qualcosa tutti insieme. La camera era piccola ma confortevole. Il letto in legno scuro con lenzuola bianche e profumate. Sull’unico tavolino presente nella stanza c’era una bacinella e uno specchio. Aveva adagiato il suo vestito di ricambio sulla sedia. Quando si era specchiata aveva quasi stentato a riconoscersi. Il suo sguardo malinconico aveva lasciato spazio ad uno più rilassato. Non riusciva a crederci. Era davvero bastato un giorno lontana da suo marito per respirare aria nuova? Aveva forse ritrovato se stessa? Non poteva saperlo era così tanto tempo che non si sentiva così libera di parlare e di esprimersi. E forse aveva parlato anche troppo. E il conte Romero ne aveva fatto le spese. Era rimasto allibito delle sue risposte a tono. Poveretto, lui non l’aveva mai conosciuta veramente. E forse neppure sua figlia. Era l’ora di tornare ad essere combattiva e decisa come un tempo.




