DANNATA “BENEDETTA” IGNORANZA (II e ultima parte)

“Piacere mi chiamo Irene e sono la responsabile visite e adozioni a distanza”.

Osservo con curiosità la ragazza che mi ha accolta in un freddo mattino di fine dicembre. Ha una corporatura esile, occhi verdi, lunghi capelli castani e un sorriso sincero. Mi sento subito a mio agio in sua compagnia e la seguo tra i campi dove molti cavalli pascolano sereni.

“Sembra un paradiso terrestre!”

“Dopo l’Inferno conoscono il Paradiso, ma solo in pochi rispetto al numero che se ne va “a stare bene!”. Questa è la classica frase con cui i commercianti liquidano l’affare. Altro non è che un eufemismo per dire che sono diretti al macello, almeno il vecchio proprietario si sente la coscienza pulita, spesso ignaro della triste fine che farà il cavallo”.

Si volta di scatto perché nel sentire quelle parole sono rimasta indietro, ferma, paralizzata come un pezzo di marmo. Non faccio niente per raggiungerla, così è lei che si avvicina a me.

“Mi spiace, ma questa è la realtà”.

Cerco invano di sorriderle e faccio qualche passo incerto mentre osservo un gruppo di puledri che ci guardano impauriti.

“Sono stati appena sequestrati da una situazione disastrosa. Erano rinchiusi in un recinto troppo stretto per loro, oltre a non avere fieno né acqua. Come puoi notare hanno alcune ferite alle zampe. Hanno forzato le staccionate per andare a cercare cibo. Quando avranno riacquistato un po’ di fiducia nell’uomo cerchiamo di trovare delle adozioni definitive per loro. Chi desidera prenderne uno dovrà però fare un corso gratuito con un istruttore per imparare a relazionarsi con i cavalli. Dobbiamo sempre essere sicuri che andranno a stare bene…”

Trascorro un’ora intera ad ascoltarla con interesse. Cerco di non piangere, non servirebbe a niente. Imparo, con rammarico, di quante crudeltà sia capace di compiere l’uomo. Una cavalla si avvicina al nostro passaggio. Ha il manto chiaro e sembra socievole.

“Zara è anziana. E’ una dei primi ospiti dell’associazione. Quando è stata salvata era in condizioni disperate, piena di piaghe e scheletrica. Era una dei tanti animali destinati al macello, stipati nei container che arrivano dall’Argentina”.

Finisco coll’ adottare Gina, una cavalla docile che vivrà il resto dei suoi giorni in questi meravigliosi campi. Apprezzo la loro filosofia di non voler riscattare cavalli che finiscono al macello perché con quei soldi il commerciante ne comprerà altri, destinati alla stessa fine.

“Dobbiamo combattere il sistema alla fonte. E’ un circolo vizioso e il consumo di questa carne è ancora troppo alto”.

Non le dico di aver visto le fatidiche bistecche di puledro il giorno prima, né ammetto che, secondo il mio carattere, sarei propensa a fare collette infinite per salvare ogni equino dal suo destino. Capisco il loro punto di vista. Ci salutiamo fissando un appuntamento per l’ultimo dell’anno, ma non per festeggiare, bensì per aiutarli ad accudire i più di sessanta ospiti dell’associazione. Salgo in macchina felice. Domani comprerò alcune cassa di carote per la mia Gina e farò una donazione anche a quella scuderia che ogni giorno salva qualche cavallo dal macello, quella che è finita anche su Striscia la Notizia….Perché anche se le concezioni sono diverse, molte sono le persone che cercano di fare qualcosa per questi meravigliosi animali, in poche parole sono uniti da una stessa passione. A cosa serve fare regali per Natale? Non riusciamo mai ad accontentare i nostri cari mentre basterebbe una piccola somma per assicurare un futuro migliore ai cavalli e ai loro angeli salvatori!..Inizia a nevicare. Che strano, da queste parti la neve è quasi una rarità!

Sono stata clemente nella narrazione, vi ho risparmiato la più cruda realtà. Dedico questo racconto all’associazione IHP (www.horseprotection.it), a Catia Brozi (Scuderia dell’Unicorno), Nora Aringhileri (Il vecchio Faggio) Daniele Maronelli (che ha ideato e curato la prima marcia su Roma contro la macellazione dei cavalli)..e tanti, tanti altri ancora…Ma soprattutto ai miei cavalli, Major Peppis e Wimpy Bar Flower, senza di loro la vita sarebbe così piatta!

Samanta

NELLA FOTO IL MIO WIMPY

Annunci

6 thoughts on “DANNATA “BENEDETTA” IGNORANZA (II e ultima parte)

  1. in queste parole cè tanto amore amica mia ,sei una persona speciale grazie per aver acettato la mia amicizia grazie per queste dolci parole grazie per questo momento che mi hai regalato
    continua a pensare per noi con i tuoi meravigliosi scritti

    un abbraccio fortissimo nora anghileri

  2. E’ vero, dolce Samy, nei tuoi scritti è il cuore a vergare parole, l’amore grande per questi animali per i quali, giustamente, vai cercando un destino migliore di quello malvagio, assurdo, cui troppi di loro vanno incontro. Cerca di continuare a sensibilizzare i tuoi amici lettori con racconti che, toccando una realtà talvolta troppo cruda, invoglino a dare un aiuto a coloro che, come Nora e gli altri volontari dell’Associazione IHP, dedicano se stessi a queste meravigliose creature, lavorando con grande disponibilità, amore e competenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...