IL GUADO DELLA MALTINTA di Annalisa Molteni, ed. Equitare

Il guado della maltinta

Jolanda è una sarta di paese, miracolosamente sopravvissuta alla confezione di serie, che vive in una casa che si affaccia sul Lago Maggiore, proprio nel punto in cui questo diventa Ticino.

Una vita, la sua, di quotidianità un po’ grigia: pettegolezzi di paese, il corteggiamento, mal sopportato, di un pensionato, l’amicizia con l’eccentrica padrona di casa che si contorna di bambole e le accudisce come fossero figlie.
Un’esistenza monotona nella quale, a un certo punto, irrompe il colonnello, solitario e affascinante allevatore di cavalli.
Nasce un’amicizia che permette alla donna di venire a contatto con un mondo nel quale i ritmi giornalieri sono quelli che scandiscono la vita degli animali e della natura e gli anni vengono contati a generazioni di puledri.
Una serie di avvenimenti apparentemente assurdi la travolge al punto che, per affrontarli, non le basta più il buon senso che era sempre stato la regola principe della sua esistenza. Un romanzo che si snoda come una drammatica metafora della realtà, nella quale pazzia ed indifferenza sembrano sconfiggere chi ancora conserva una piena sensibilità nei confronti degli altri e della natura. Qualcuno riesce, però, a conservare intatta la propria libertà.

RECENSIONE:
In questo romanzo di Annalisa Molteni i cavalli sono solo uno sfondo, ma determinano lo svolgere dei fatti. Una narrazione lenta, spesso centrata su argomenti futili come un orlo del paltò o il lento scorrere delle ore. Jolanda è il personaggio principale eppure non ne conosciamo né l’età né i connotati fisici e non ci interessa saperlo; sono i suoi pensieri a fluire come un mare in piena. Il bello dei caratteri narrati dalla Molteni è proprio quello di non fare neppure giudizi sugli altri attori della storia, ma narrarne gli accadimenti con semplicità. Sarà poi il lettore a scegliere il suo preferito! Il colonnello, ossia il vecchio allevatore in pensione, come Jolanda sembra vivere in un’altra epoca, entrambi amanti delle semplici cose della vita e spettatori del cambio frenetico dell’attuale società. I cavalli e i cani prendono le sembianze degli esseri umani e la stessa Jolanda finirà con l’usare termini equini per descrivere semplici fatti quotidiani. La fine lascia l’amaro in bocca, quell’amaro tipico della vita. Ancora una volta l’autrice sottolinea il triste cambiamento non solo del mondo circostante ma anche dell’antica attività di allevare e amare i cavalli…..DA LEGGERE!
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...