FALSA STAFFA di Annalisa Molteni, ed. Equitare

Falsa staffa

TRAMA:

A cinquant’anni dalla sua morte, avvenuta in circostanze misteriose, un velo avvolge ancora la figura del purosangue Violet Valhalla. La sua leggenda è custodita gelosamente da un vecchio groom, complici un decrepito gentiluomo ungherese e un’originale signora dall’età indefinibile che si aggirano tra le scuderie e il fitto della brughiera, conservando il segreto di quella morte.
In quell’ambiente si viene improvvisamente a trovare una giovane veterinaria che, tra spaesamento e fascinazione, ne viene infine «rapita» al punto da sentirsi una cosa sola con la brughiera, con il suo paesaggio, con i suoi colori.

RECENSIONE: Raramente anche a chi, come me, capita di leggere dieci libri al mese, finisce tra le mani un tale capolavoro! Un piccolo quadernetto in formato ridotto che racchiude al suo interno una storia coinvolgente, strabiliante per quanto sia totalmente normale. Ambientata in un luogo che non esiste più, come la brughiera dove un tempo i purosangue nascevano, correvano e si riproducevano, spazzata via dall’aereoporto della Malpensa. Bastano poche righe per lasciarsi catapultare in questo mondo ormai sperduto, dove la protagonista arriva in qualità di sostituta di Max, il veterinario di turno. Poco accettata e costretta a continui esami malcelati, finirà con l’abituarsi al clima non socievole di pazzi allevatori legati alle proprie tradizioni a tal punto da non far uscire una parola in più ne una in meno dalla loro bocca. Tutto è taciuto, tutto deve seguire un silenzioso rituale.  La veterinaria conoscerà persone strane, antiquate, scorbutiche ma che lasceranno un segno indelebile nel suo cuore. Su tutti troneggia la figura imponente, vincitrice e ingiustamente deceduta  di Violet Valhalla, il purosangue più forte di tutti i tempi e misteriosamente scomparso, come inghiottito dalla brughiera. Un finale a sorpresa e decisamente aperto rende questa lettura di una finezza indicibile. Stile sublime, preciso, asciutto e scorrevole. Ho trovato questo romanzo un vero capolavoro letterario. Non ci sono parole di rabbia, disprezzo per il futuro distruttivo della brughiera, ma solo tanta amarezza e rassegnazione che il lettore arriva a condividere a tal punto dal cercare di immaginarsi i tempi passati…e il mistero che aleggia intorno al cavallo non sarà mai chiaro neppure quando avrete chiuso il romanzo. Ogni lettore avrà una propria visione dei fatti….Già la prefazione di Michele Mancino prometteva bene, ma leggerlo è davvero una bella esperienza e un meraviglioso viaggio mentale! Ora capisco perchè lui afferma: Non capita tutti i giorni di trovare, su una bancarella di una fiera del libro di primavera, uno scritto intenso e delicato…il lettore sa benissimo quando un libro vale la pena di essere letto fino in fondo. termina Falsa Staffa quella stessa notte, rimanendo in balia di pensieri contrapposti….”NON PERDETELO!
Samanta

 

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