La vostra lontananza…

20 luglio 1779

Mio caro amico,

Non vogliatemene, ma sono quasi felice della vostra lontananza. Ieri pomeriggio qualcuno mi ha fatto recapitare uno dei tanti libelli che circolano tra il popolo e stavolta non ho potuto fare niente per evitare di piangere. Su questi scandalosi libretti si insinua un mio rapporto amoroso con la mia cara Yolande, una cosa inaudita! Come si può credere a una cattiveria del genere? Perché si cerca solo di gettare infamia sul mio nome? Cosa avreste mai immaginato voi nel leggerlo? Non oso neppure chiedermelo poiché vi reputo un uomo colto e gentile a tal punto da voler pensare con la propria testa e, spero, anche con il cuore. Madame Campan ha cercato invano di calmarmi, portando al Trianon ogni sorta di pasticcino, ma non ho toccato cibo. Il solo fatto che Yolande sia lontana aggrava il mio dolore e il non sapervi vivo o in buona salute mi getta nella disperazione più profonda. Sul fare della sera mi sono lasciata condurre per i giardini senza prestare alcuna attenzione a quello che la mia prima cameriera tentava di raccontarmi per svagare la mia mente, ogni cosa, ogni fiore, ogni filo d’erba aveva il potere di farmi ricordare il vostro incantevole sorriso. Inizio a contare il passare dei giorni nell’attesa del ritorno di madame de Polignac e mi auguro che questa benedetta guerra per l’indipendenza americana non tardi a finire. Mi mancate e non riesco a non pensarvi…

Vostra

Maria Antonietta

(lettera immaginata da me)

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