recensione e intervista a Deborah Gambetta, autrice di E’ TUTTO A POSTO ed. Verdenero

È tutto a posto

È tutto a posto

  • Autore: Deborah Gambetta
  • €: 14,00
  • pagine: 224
  • ISBN: 978-88-96238-70-7
  • Anno: 2011

Quanto siamo disposti a combattere per le cose in cui crediamo? Si può morire per la causa animalista? E cosa significa, davvero, “amare gli animali”? Stefano Marri è un uomo ordinario. Ha una moglie, un figlio e una barca, la sua è un’esistenza tranquilla e borghese. È un veterinario ed è in galera per aver ucciso un uomo. Perché? Cos’è accaduto di così radicale nella sua vita da fargli commettere un omicidio? Una sera Stefano riceve una telefonata dalla madre di un suo vecchio compagno di università di cui da vent’anni ha perso le tracce. Vittorio è deceduto sei mesi prima e ha lasciato una lettera per lui: il racconto di una storia straziante, di un uomo che ha scelto un mondo alieno, quello di chi davvero combatte per i diritti degli animali. Questa rivelazione costringerà Stefano a una discesa negli inferi e a fare i conti con se stesso. Tra veterinari corrotti prestati al traffico di cuccioli, l’orrore della vivisezione e attivisti dell’Animal Liberation Front, un romanzo di un amore estremo, quello nei confronti degli animali.

Postfazione di Gianluca Felicetti, presidente LAV

Per informazioni sulle iniziative della Lega Anti Vivisezione visita il sito www.lav.it

Deborah Gambetta, nata a Torino nel 1970, vive a Massa Lombarda, provincia di Ravenna. Ha esordito nel 1998 con Viaggio di maturità (EL), cui è seguito nel 2003 La colpa (Rizzoli). Ha partecipato a due antologie di racconti: Patrie Impure (Rizzoli, 2004) e Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi, 2004). Nel 2005 ha pubblicato il romanzo Il silenzio che viene alla fine (Einaudi).

per acquisto:

http://www.verdenero.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=164:tutto-a-posto

oppure su qualsiasi libreria online….

RECENSIONE:
Un romanzo che graffia l’anima, punge il cuore e costringe la mente a riflettere. Parole che scavano nel nostro essere e ci costringono a scegliere da che parte stare, pur sapendo che nell’illegalità, spesso può risiedere la giustizia. Vittorio e Stefano, due amici così diversi ma uniti pur nella lontananza. Gli anni dell’amicizia vissuta all’Università accompagnano la loro lunga separazione senza mai riunirli di nuovo, eppure l’uno cambierà l’altro solo narrandogli la propria vita con una lettera. Una confessione postuma, consegnata dalla madre sei mesi dopo il suo decesso. Una morte accettata con muta rassegnazione, felice conclusione di un esistenza votata a dare libertà a chi di libertà non ne ha mai avuta. “Morire per quello in cui crediamo forse a volte è davvero stupido, davvero folle, ma vivere sulla morte e lo strazio degli altri, sia anche un insensato grumo di pelo, è una bestemmia.” Quell’esempio “diverso” spinge Stefano a un dovuto esame di coscienza, feroce, difficile da digerire eppure essenziale per decidere il proprio futuro. I taccuini di Vittorio, nella sua grafia precisa riportano numeri e modelli di sperimentazioni atroci su qualsiasi tipo di animale, recluso, maltrattato e costretto alla morte dopo atroci sofferenze. Lui ha avuto il coraggio di vedere in faccia la sofferenza, quella atroce delle multinazionali, infiltrandosi e fingendosi uno di loro. Un coraggio estremo per poi combattere quell’orrore che non lo abbandonerà mai e per il quale dedicherà la breve vita. “Perché una volta che hai guardato l’orrore, l’orrore rimane dentro per sempre e non basta mai una vita per mandarlo via”. Bello, toccante il viaggio di Stefano nel suo inconscio, la scoperta improvvisa di una forza a lui sconosciuta e il ritorno alla vita. Un romanzo adatto a chi sente il dolore degli animali quanto il proprio come per coloro che non si sono mai posti il problema perchè ignari di tutte queste atrocità inutili. Stile impeccabile, perfetto, scorrevole, essenziale senza una parola di troppo nè di meno. Due appendici finali che sono un vero vademecum scientifico atto a dimostrare come la maggior parte dei componenti nocivi negli animali (che ne provocano anche la morte) sono comunque in commercio! Breve, ma chiara la postfazione di Gianluca Felicetti, presidente della Lav. PER ME UNO DEI MIGLIORI ROMANZI MAI LETTI FINO AD ORA!

CON GRANDE ONORE VI PROPONGO L’INTERVISTA CHE GENTILMENTE DEBORAH GAMBETTA MI HA CONCESSO:

1) Ciao Deborah e grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Il tuo libro mi ha colpita al cuore lasciando un segno indelebile e rafforzando le mie certezze. La prima domanda che ti pongo è anche la più scontata, ma esenziale per conoscere meglio questo capolavoro ossia: come hai deciso o cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo sulla difficile questione della vivisezione?

Il primo dei motivi è perchè è un argomento che mi ha sempre lasciata sgomenta, il secondo è perchè, tranne che nei canali privilegiati (i siti animalisti), della vivisezione non se ne parla. Come dico nella postfazione del mio libro: “la vivisezione non è illegale, quindi perchè parlarne?” Eppure è uno dei crimini più atroci.
2) Vittorio e Stefano, due amici che seguono strade diverse, senza dimenticarsi l’uno dell’altro, ma senza fare niente per rivedersi di nuovo. Due vite opposte, dove il più estremista; Vittorio, trascinerà l’altro sulla retta via. L’amicizia di un tempo si mischia con il dolore di chi non può parlare. Quanto hai impiegato nella composizione del libro e quanto è stato difficile trovare documenti relativi all’A.L.F (fronte di liberazione animale)?

L’ALF è semplicemente una sigla, che ha una sua storia e una diffusione, ma non è un gruppo o un’associazione. Come dicono gli attivisti che liberano animali ‘ognuno di noi può essere l’ALF’. In internet ci sono siti di supporto che ne tracciano la storia, la filosofia di base e che raccolgono dati e testimonianze video. Quindi, non è affatto difficile cercare informazioni.
3) Durante il romanzo ci regali dei dati impressionanti su quanto siano inutili questi esperimenti e come ciò che è dannoso sull’animale viene comunque poi messo in commercio. Estremamente chiare e precise le due appedici finali. Perchè accade tutto questo?

Perchè la realtà degli esperimenti? Perchè la vivisezione è un mercato. Dove all’apice ci sono le multinazionali (e non solo farmaceutiche), il prestigio (o l’inerzia) dei ricercatori, delle università, il mercato dei fornitori, quello delle riviste scientifiche e così via. Nel libro, di questo meccanismo ne parlo, e le fonti, comunque, per chi fosse interessato, sono riportate in appendice.
4) ” A partire da quella notte e per tutto il resto della mia vita io ho fatto solo questo: ho liberato bestie”. una frase breve, ma chiara è quella che Vittorio lascia a Stefano nella sua lettera. Un frase che molti possono reputare una pazzia, tu cosa pensi dei tanti attivisti che ogni giorno rischiano la loro vita per dare un futuro agli animali?

Io li ammiro, a costo di risultare politicamente scorretta. Credo che le due frange – se vogliamo così chiamarle – dell’animalismo, cioè quella delle associazioni che agiscono legalmente e alla luce del sole e quella di coloro che invece entrano di notte nei laboratori, allevamenti, stabulari e liberano animali siano due facce della stessa medaglia e che non si escludano a vicenda. Uno dei motti che più spesso ho incontrato mentre visitavo on line riviste antispeciste è: la libertà prima di tutto. E la libertà per gli animali destinati a una vita in gabbia tra sofferenze e violenze per me ha valore sopra ogni cosa.
5) A quale dei due personaggi sei più legata?

A entrambi, sinceramente. Sono legata a Vittorio per il suo estremismo, per quel suo crederci fino in fondo, e a Stefano perchè  fa uno dei mestieri più belli del mondo. Uno dei miei migliori amici è un veterinario e so come è lui, cos’è a muoverlo, e la passione che ci mette in questo mestiere.
6) Quanto ti ha cambiata questo romanzo? Oppure il cambiamento era già in corso ed è maturato?

Questo romanzo mi ha permesso di concentrarmi per mesi sull’argomento del maltrattamento animali in modo sistematico. Quando sei lì che cerchi informazioni, guardi video, raccogli dati, inevitabilemente ti succede di ‘sconfinare’. Sono tre gli argomenti che tratto in questo libro: la vivisezione, il traffico di cuccioli e, tangenzialmente, il fenomeno dei canili lager. Da qui, però, a riguardarmi video sugli allevamenti degli animali da pelliccia, ad esempio, o sugli allevamenti intensivi, il trasporto degli animali da macello, e i macelli è stato un attimo. Il mio sguardo si è fatto più profondo, consapevole. Inoltre, dopo che per una vita, ciclicamente, provavo a diventare vegetariana riuscendo a resistere per pochi mesi, ora è più di un anno che vegetariana lo sono.
7) A chi consigli il tuo libro?

Consiglio questo libro ‘a chi sa’ o a chi vuol sapere. Perchè poi lo faccia leggere ‘a chi non sa’.
8) Domanda di rito ad una scrittrice di successo come te, su cosa lavorerai prossimamente?

Successo è una parola grossa… Comunque, sto rimettendo le mani su un romanzo che sono cinque anni che provo a far funzionare. A tirargli fuori ‘il senso’.
Grazie per averci dedicato il tuo tempo e grazie per aver scritto un libro tanto commovente quanto vero!

Ma grazie a te!
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4 thoughts on “recensione e intervista a Deborah Gambetta, autrice di E’ TUTTO A POSTO ed. Verdenero

  1. Deborah è un’autrice davvero interessante e dimostra una grandissima sensibilità.
    Le faccio i miei complimenti per aver realtizzato questo libro e, s’intende, anche per quelli scritti in passato.
    Miriam

    .

  2. Questo genere di libri che proponi, Samy, sono davvero coinvolgenti. Toccano le corde più intime. Vorrei leggere qualche commento di chi non ama gli animali, vorrei capire cosa riuscirebbe a dire, dopo aver letto un libro come questo o comunque dello stesso genere. Complimenti all’autrice!

  3. Grazie per i commenti, sono sicura che chi lo leggerà noterà un profondo cambiamento della propria vita…l’anima ne gioverà di sicuro!
    😉

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