UN RAID DRITTO AL CUORE (IV parte)

“ Ma chi è questa pazza? Se non sopporta tali spettacoli cosa diavolo è venuta a fare? E poi con il passamontagna di raso!”

La voce della ragazza mi arriva leggermente attutita. Sento i capelli appiccicati alla nuca e il sudore che bagna la mia fronte. La maschera di Batman è ancora sulla mia faccia. Non posso toglierla per quanto sia ridicola. Questa è la regola degli A.L.F, operare nell’incognito.

“ Ho il vago sospetto di sapere chi si nasconde sotto questa specie di passamontagna. L’anello al dito mi è familiare”.

La voce adirata di Duccio finisce col risvegliarmi completamente dallo svenimento di pochi minuti prima. Sono distesa su un pavimento freddo e cerco disperatamente con le mani il coniglio che mi era stato affidato, ma non lo trovo. Apro gli occhi e mi accorgo di essere sul furgoncino dove caricano le gabbie con le poveri cavie, liberate dal loro triste destino. Il mio fidanzato mi sta osservando infuriato, balbetto qualche parola senza senso.

“Scusatemi, volevo essere utile e invece ho combinato un guaio..”

“Non solo, mia cara, hai pure rallentato le operazioni di fuga!”

Duccio è davvero arrabbiato nero. Mi offre una mano per sollevarmi e mi passa un cioccolatino.

“ Mangia per recuperare le forze. Come stai? Ti gira la testa?”

Mi vergogno come una ladra e mi sento tutti gli occhi puntati addosso. Lo spazio è stretto e angusto, il veicolo sembra essere in movimento. Anzi lo è.

“No. Sto meglio”.

Non finisco la frase che scorgo le gabbie con i poveri coniglietti in un angolo. Sembrano tranquilli.

“ Possiamo portarlo a casa?”

La ragazza mi guarda e sorride. La cioccolata mi dà la forza necessaria per avvicinarmi alla piccola ex cavia con la zampetta amputata. Inserisco una mano attraverso le sbarre e lui appoggia il nasino sul mio indice. E’ amore.

“Deduco che sia la tua ragazza. Sei stato scoperto mio caro… deve farsi le ossa se vuole seguirci”.

Mi volto con le lacrime agli occhi, tanto il passamontagna le nasconde in parte. O forse no, dal momento che è in raso. Non mi importa.

“ Si. E’ la pazza con cui ho deciso di convivere. Siamo due pazzi per la precisione. Il coniglio viene con noi. E spero sia l’ultimo perché se per ogni raid devo adottare un animale neppure una fattoria sarà sufficiente a contenerli!”

MI SONO AFFEZIONATA A DUCCIO ED ELETTRA, QUINDI DIVENTERANNO I PERSONAGGI DI UN BREVE ROMANZO CON LO SCOPO DI DENUNCIARE LE MOLTEPLICI VIOLENZE CHE L’UOMO OPERA SUGLI ANIMALI..quindi non ci saranno più racconti ma una pubblicazione finale….

immagine tratta dall’articolo:

sabotaggioanimalisti/conigli liberati

 

VIDEO:


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4 thoughts on “UN RAID DRITTO AL CUORE (IV parte)

  1. Non amo i romanzi rosa, anzi li odio dal profondo del cuore. Amo i classici medievali, i classici in genere, soprattutto quelli pervasi da sottile umorismo come certe pagine di Goethe e Shakespeare, e non disdegno nemmeno i romanzi “mattonazzi” , tipo Ingeborg Bachmann, Peter Handke, Goncarov, cioè inclinanti alla canna del gas.
    Ma devo dire che la storia dei conigli mi ha fatto molto ridere e questo Duccio un po’ Diabolik, un po’ Dorellik mi sembra un tipo molto simpatico. trovo qualche ingenuità nel lessico, ma forse fa parte del genere: promossa col 9
    Ciao!

  2. Samy, è dolcissima questa parte (conclusiva ed anche, in un certo senso, iniziale) del tuo racconto e la cosa più bella è il sapere che i due personaggi, Duccio ed Elettra, saranno i protagonisti di un intero romanzo: otterrà, ne sono certa, riscontri positivissimi e, soprattutto, servirà ad approfondire ancor più e a sensibilizzare i lettori sull’argomento delle tante, atroci violenze dell’uomo sugli animali.

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