ANNI DI PIOMBO

 

 

Gennaio 1972

Adagio la bicicletta al muro e apro il nostro garage senza far rumore. Ho appena comprato una torta alla panna come piace a Marco. Per mesi ho lottato invano per reprimere l’amore che mi lega a lui, poi ho ceduto. Come potrei privarmi di un uomo così premuroso?

“ Te lo ripeto per l’ultima volta, a chi hai venduto la nostra roba?”

Quello che vedo mi sembra un incubo, un film dell’orrore o solo la mia assurda immaginazione. Un ragazzo giace inerme su una sedia consunta, è una maschera di sangue e ha gli occhi chiusi. Su di lui sono puntate tre pistole, di cui una impugnata proprio dal mio fidanzato. Ha la faccia tumefatta e le mani legate. Quasi impiccato con un corda che gli stringe il collo.

“Non ti è servita la lezione del mese scorso? Credevi di fare il furbo alle nostre spalle, ma mi sa che ti sei sbagliato”.

Fabrizio tira la corda, ma il presunto colpevole non si muove. Giacomo gli gira un braccio come se fosse un manichino senza ottenere risposta.

“Oh Caligola, questo non vuole parlare. Mi sa che perdiamo solo tempo”.

All’improvviso capisco quanto sia veritiero il soprannome di Marco. Continuo ad assistere inerme alla scena con la torta in una mano e nell’altra le chiavi di casa. Ora è lui ad avvicinarsi al ragazzo. Gli sputa in faccia e tira un calcio nello stomaco. Il poveretto vomita sangue e si contorce dal dolore. Perché non riesco ad urlare? Perché non faccio qualcosa per salvarlo?

“Nessuno deve andare contro i miei ordini, mai!”

Pronuncia quelle parole urlando. Lui, che mi sussurra sempre parole dolci, che non alza mai la voce neppure quando litighiamo. Deglutisco, ma in silenzio. Il pavimento è cosparso di sangue e, ai piedi del mio fidanzato, c’è un borsone aperto. Scorgo una pila di banconote di alto taglio. Nessuno sembra accorgersi di me mentre pestano a turno il loro capro espiatorio. Uno sparo in piena fronte e sangue sparso ovunque.

“Nascondete il cadavere, forza in fretta”.

Getto la torta per strada e salgo sulla mia bicicletta.

 

PRIMO RACCONTO THRILLER…O CRIMINALE..con “Romanzo Criminale” ho deciso di provare anche questo genere…chissà!

(nell’immagine Il Freddo in Romanzo Criminale alias Vinicio Marchionni)

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One thought on “ANNI DI PIOMBO

  1. Interessante come esperimento, ora sono curiosa di leggere il seguito…

    Cri

    P.S. ricordati di scrivere su fb a quell’autrice francese che si è occupata della Claudel… vorrei capire infatti perché la fa uscire dalla clinica privata dove era ricoverata nell’inverno del 1917 invece che nell’inverno del 1918 come nel mio libro… è importante… vorrei capire, infatti, se ha trovato qualche documento d’archivio che a me è sfuggito oppure se è solo una sua ipotesi…

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