CHI ERA MADAME CAMPAN?

Jeanne Louise Henriette Genet, nota con il nome di Madame Campan, (Parigi 1752-Mantes 1822) nacque da una famiglia non nobile ma, grazie al padre, ricevette un’educazione tanto accurata quanto una dama. sapeva suonare, ricamare, conosceva due lingue straniere (italiano e Inglese), era brava nel comporre versi ma soprattutto aveva talento nel leggere ad alta voce, qualità che le persmise il suo ingresso a Versailles come lettrice delle figlie del re Luigi XV. Quando arrivò a corte Maria Antonietta, Jeanne fu nominata prima cameriera della Delfina, un titolo ambito. Infatti essere la prima cameriera essere la direttrice di tutte le attività che si svolgevano negli appartamenti della futura regina. Nel 1774 sposò Francois Bertholet Campan, maestro del guardaroba della contessa d’Artois ed ebbero un figlio, Henri. E’ rimasta in carica fino al 1792, momento in cui la folla in sommossa entrò dentro Versailles. Dopo durante il periodo della prigionia della Regina chiese più volte di poterla vedere ma non le fu mai permesso. Con il figlio e il marito infermo si trasferì a Coubertin e dopo la morte dei sovrani fondò, insieme ad una suora, la scuola Saint Germain en Laye, rinomata in tutta la fRancia per la perfetta educazione che veniva impartita alle signorine di buona famiglia. Napoleone colpito dalla sua fama la fece nominare sovrintendente dell’Accademia di Ecouen, fondata da lui stesso, per le figlie dei membri della Legione d’Onore. dopo la caduta dell’imperatore fu tacciata di tradimento e la scuola fu chiusa. Morì nel 1822 a causa di una febbre putrida (dovuta foorse ad un cancro allo stomaco) a Mantes dove si era ormai dedicata alla saggistica.

Di lei restano famose le Memorie di Maria Antonietta… IMPORTANTI, VITALI…Scopriamo una regina diversa da come il popolo l’aveva dipinta. Dolce, gentile, premurosa e sofferente. Un marito assente, una figlia spesso dura con lei e l’assoluta mancanza di amore nella sua vita da parte di un uomo. EVITA DI PARLARE DI FERSEN, per non giudicarla. Impressionanti le sue descrizioni di ogni personaggio storico che passa per questa reggia. Mi hanno colpito le ultime pagine quando narra della progettazione della famosa fuga capitolata poi con l’arresto a Varenne. Anche in questa occasione non menziona Fersen (che ne studiò buona parte) ma ci racconta particolari davvero intimi, come il portafoglio o il diario del re…NON AGGIUNGO ALTRO! LEGGETELO…E’ DAVVERO ILLUMINANTE PER CHI AMA LA STORIA!

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