VOSTRO SOLDATO! (lettera di Fersen)

17 settembre, 1778

Mi strugge la vostra tenera titubanza legata ad un aspetto che vi appare svilente, mentre guardarvi sembra d’ammirare il bocciolo di una rosa che presto candida e lucente saluterà il sole di cui si nutre. Tremo pensando che quel sole potrei essere io, ma son consapevole del posto che il Signore mi ha assegnato, mentre vostro marito che vi sta accanto è sfiorato dall’oro della fortuna. Non lo crediate indifferente, ascoltate il palpito di un uomo quale sono: teme di infrangervi certamente, evita il vostro solo sguardo per non sconquassare i vostri giorni che sono divini e stanno crescendo il frutto dell’amore che di sicuro vi serba. Mi turba svelarvi tal segreto maschile, consapevole di chiudere la porta della mia stanza, quella del cuore, allo scintillio della vostra gentilezza. Ma credete a me che vi sono amico e che non vi tradirei mai, né con gesti inconsulti né con parole mendaci. Siete la regina del regno che ho scelto come dimora e riparo, ogni vostro desiderio è per me ordine da eseguire, perché resto il sodato che voi conoscete e che, dolce e donna come nessuna al mondo, sembrate ammirare e desiderare. Non comprendo l’animo femminile come quello maschile, non colgo l’importanza della vostra richiesta, non mi sovviene una logica nel vostro sogno di veder di me l’abito che mi nasconde, a volte così pesante con i suoi obblighi, così freddo con il suo taglio, così inconsueto forse nei colori che trovo per primo contrastanti. Ma rappresenta il mio Paese che amo e abbagliandovi come dimostrate mi fa sentire dunque un piccolo re davanti ai vostri occhi che son di cielo e diamante. Sia, mia cara amica che sembrate pregarmi. Sia, presto giungerò al vostro cospetto con l’eleganza che tanto vi aggrada, luciderò il mio stivale e ungerò la mia spada perché ogni luccichio possa allietarvi ed allietare i vostri giorni rallentati dalla grazia divina che portate in grembo. Se davvero l’illusione di un indumento vi donerà sollievo e il mio sguardo sul vostro volto di seta preziosa potrebbe essere l’elisir che placa la vostra solitudine sofferta, mi affretterò ad esaudire la vostra volontà. Lungi da me dunque starvi distante, anche se ho compiuto questo immane sforzo per voi, come per voi ogni mio gesto commesso od omesso ha sempre motivo d’essere. Esco allora dal mio fosso dorato per percorrere la strada che mi porta a voi ed un sorriso inclinato e distratto sarà il messaggio che vi farà comprendere quanto il mio animo continui ad esservi devoto e come la mia mano sia sempre pronta a servirvi per la vostra felicità.

Votato alla vostra gioia

Fersen

Lettera di Fersen alla regina Maria Antonietta, scritta da Barbara Risoli

http://ilsovranolettore.splinder.com/

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One thought on “VOSTRO SOLDATO! (lettera di Fersen)

  1. Brava Barbara… certo che povero Fersen votato ad un ruolo “secondario” perché lei resta comunque la regina e non possono mica fuggire insieme o fare altre pazzie pur di vivere il loro amore…

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