AMORE A SENSO UNICO (16° PUNTATA)

camera

Siviglia, Novembre, 1741

Carmen è appena uscita dalla mia camera. Non riesco a pensare ad un futuro al suo fianco. Mi cerca incessantemente ogni notte. Eppure non le permetto di rimanere con me fino alla mattina. Ho bisogno della mia dannata solitudine. Ci conosciamo da molti anni, abbiamo condiviso parte della nostra infanzia e quello che mi lega a lei è più un grande affetto che non amore. Un legame di passione mai forte come il nostro. Non posso provare lo stesso sentimento che provo per te nonostante siano mesi che non ti vedo. Sei parte della mia vita e resterai per sempre la padrona della mia anima! Ora, dopo alcune settimane che ho iniziato a frequentarla, ho la piena certezza che non avrò mai una famiglia perché non posso avere altra donna accanto se non te! Quindi mi devo preparare ad una lunga solitudine. Non proverò mai il piacere di essere padre ma Xavier, il secondogenito di mia sorella, è il mio giusto erede a cui lascerò tutto il mio sudato lavoro. E’ figlio di un famoso commerciante di stoffe ma, nonostante la sua giovane età, solo 3 anni, ha la spiccata propensione per i cavalli. Mi assomiglia molto e sembra avere il mio stesso carattere caparbio e orgoglioso. Come mi piacerebbe fartelo conoscere…Carlos, il tuo stalliere, è venuto a farmi visita durante l’ultima fiera dei cavalli e mi ha dato la bella notizia della tua fresca gravidanza. Ad essere sincero inizialmente ne ho sofferto, pensando che avrei potuto essere io il padre della tua creatura, poi ho dedotto che forse hai ritrovato il giusto equilibrio, e mi auguro anche la dovuta felicità, accanto a tuo marito. Mi auspico che questo futuro arrivo possa deliziare le tue giornate. A questo punto spero che tu non scopra mai che è stato proprio il marchese a dividerci…Devi stare tranquilla e goderti questo delicato momento, tanto delicato per ogni donna. Ti ho amato, ti amo e ti amerò per sempre!

Tuo Teodoro.

Dopo aver letto una nuova lettera, Juana, stava provando più rabbia che dolore. Ma come poteva un uomo continuare a soffrire così? Sarebbe stato più pericoloso tornare sui suoi passi ma almeno avrebbe messo fine a tanto tormento. Quella non era stata vita né per lei né tantomeno per lui. Ora era il momento di rialzarsi e di aiutare Alma nella realizzazione del sogno che a lei era stato negato. Aveva aperto l’armadio in legno bianco dipinto con delicate foglie d’oro e aveva iniziato a scegliere pochi abiti per il lungo viaggio che l’avrebbe attesa. La camera le appariva meno ostile di sempre. Aveva pareti piene di affreschi campestri e un meraviglioso soffitto in cui troneggiava lo stemma della famiglia Ramos. Le tende in raffinata seta color verde lasciavano filtrare un’accecante luce pomeridiana. La calura estiva era quasi soffocante. Era spossata  da quei giorni di voluta passività e quel caldo non faceva che aumentare tale stanchezza.

“Non posso tirarmi indietro. Devo aiutare mia figlia!”

Quello era il suo motore e, ora, la sua unica ragione di vita. Nel corridoio, adiacente alla camera, aveva riconosciuto i passi del signor Camiño, il dottore di famiglia. All’istante aveva avuto la certezza che il piano era stato messo in atto. Sicuramente in quello stesso momento Alma stava entrando nella biblioteca. Con un grande sospiro si era avvicinata alla porta e, prima che il dottore bussasse, gli aveva aperto con aria raggiante.

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