AMORE A SENSO UNICO (15° PUNTATA)

biblio

 

 

“Devo recarmi a fare visita al re di Francia, Luigi XV, mi ha appena inviato una lettera chiedendomi di raggiungerlo. Siamo rimasti in così buoni rapporti che spesso mi convoca a corte, soprattutto quando c’è qualche battuta di caccia”.

Ernesto aveva pronunciato quella frase tutta d’un fiato con lo sguardo fisso sulla coppa di Porto che stava tenendo in mano. Aveva timore ad incrociare gli occhi inquisitori del marchese Garcia Ramos che, fermo in  piedi al centro della biblioteca, ascoltava senza proferire parola. La grande stanza, ricoperta di enormi librerie in legno di noce, sembrava opprimere i due uomini impegnati in una discussione alquanto delicata. Dopo quell’annuncio, inaspettato, il silenzio regnava sovrano. Solo i passi del cameriere, indaffarato nel versare altro vino e aggiungere dei pasticcini sul vassoio d’argento, riecheggiavano sul pavimento in marmo. Solo dopo alcuni minuti, che erano sembrati un’eternità, il marchese aveva voltato le spalle all’ospite e fingendo di ammirare il suo parco immacolato aveva finalmente parlato:

“Avete lasciato un bel ricordo a Versailles…Mi auguro che questo non ritardi l’annuncio del vostro matrimonio con mia figlia. Non vorrei che qualche bella damigella francese vi offuscasse la mente e…il cuore!”

“Vi ho dato la mia parola. Come potrei non rispettarla?”

Non aveva mai visto il marchese così scortese e autoritario. Doveva riconoscere che iniziava a pensarla come Alma e Juana. Quest’uomo poteva essere capace di tutto e, se aveva veramente alle sue dipendenze dei brutti ceffi pronti anche ad uccidere, non c’era da meravigliarsi che tenesse tutti sotto esame. Anche lui, avendo chiesto la mano della figlia, era entrato a far parte delle persone controllate a vista. La colpa era solo sua se si era imbattuto in un tale pasticcio. Ora doveva fare i conti con una situazione davvero ingarbugliata. L’unico aspetto positivo poteva essere il suo importante contributo per portare via Juana una volta per tutte dalle grinfie di un uomo incapace di darle l’amore di cui aveva bisogno. Soprattutto ora che il suo fisico stava subendo le ripercussioni delle ferite del cuore. Solo dopo averla condotta in Francia, al sicuro da ogni ritorsione familiare, e in seguito ad un accurato recupero psicologico avrebbe potuto rivelarle i suoi veri sentimenti. 

“Non dovete assolutamente allarmarvi. La mia era solo una battuta. In fin dei conti nessuno mi ha mai ingannato e non credo proprio che voi, conte Moreno, sarete il primo a farlo. Tutti conosciamo la vostra buona condotta nell’alta società e, vista la vostra ricchezza, il rispetto che tutti vi riservano. Continuo a pensare al favore che vi ho fatto…”

Stava versando altro Porto nella propria coppa e guardava con aria curiosa l’ospite. Ernesto sapeva già che cosa gli avrebbe ripetuto, con difficoltà, assunse un contegno rilassato. Aveva accavallato la gamba destra su quella sinistra e stava degustando un pasticcino, benché non ne avesse appetito.

“A cosa vi state riferendo marchese?”.

“Sapete benissimo che per il titolo nobiliare che ho avrei potuto dare in sposa mia figlia a qualcuno ben più in vista di voi…Ma mi avevate promesso che le avreste donato la vostra dimora di Siviglia oltre a quella di Granada con le rispettive terre, quindi la cosa mi ha permesso di preferirvi rispetto ad altri corteggiatori!”

“Mantengo sempre le mie parole!”

“Non ne dubito, volevo solo rinfrescarvi la memoria. Gradite altro vino?”

“Si, con molto piacere. Adoro il Porto e questo è particolarmente eccellente”.

“Ogni prodotto che entra in casa mia deve essere della migliore qualità possibile. Non amo accontentarmi quando posso avere il meglio. Basta pagare!”

Ernesto aveva sorriso a quell’affermazione di cattivo gusto. Per quanto avesse speso per rendere felice sua moglie non c’era mai riuscito. L’amore non si compra mai!

 

     

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3 thoughts on “AMORE A SENSO UNICO (15° PUNTATA)

  1. Sono d’accordo con Luna: verrebbe voglia di prenderlo a schiaffi!!! Ernesto però mi pare un po’ troppo timoroso…

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