AMORE A SENSO UNICO (14° PUNTATA)

paesaggi_grandi4

Siviglia, Settembre, 1741

E così sono tornato nella mia terra. Da qui ero partito per trovare nuovi clienti e avevo trovato Te! La mia felicità nel rivedere la mia cara città natale è quotidianamente offuscata dal tuo pensiero. Sono due mesi che non ti vedo e mi sembra un’eternità. Eppure il tuo profumo mi accompagna durante il giorno e mi affligge la notte. Tuo marito mi riempie di continue richieste, vuole cavalli sempre nuovi, i migliori che ci siano in circolazione. Sa che questa è la soluzione appropriata per tenermi in pugno. Mi chiedo se riuscirà a renderti felice, o meglio, mi auguro che possa darti tutto quello che io non avrei mai potuto donarti. Soprattutto la tranquillità di una vita agiata e stabile, non in continuo viaggio e senza una fissa sicurezza economica. A volte l’amore non basta e io cerco di convincermi ogni giorno che non sarebbe stato sufficiente tutta la mia attenzione per renderti contenta quanto meriti. Mi auguro solo che un  giorno tu riesca a pensarla come me anche se temo che mi crederai solo un essere infantile incapace di affrontare i problemi della vita…

Per sempre tuo.

Teodoro

“Mamma apri questa porta o giuro che la faccio buttare giù! Ti prego sono due giorni che non ti vedo, sono preoccupata!”

Juana stava stringendo quella lettera, ingiallita dal tempo, sul proprio cuore. Non aveva più lacrime né alcuna voglia di continuare a vivere. La voce di Alma l’aveva come risvegliata da quell’inerme dormiveglia in cui era sprofondata. Non poteva continuare a negare il giusto affetto a sua figlia. Proprio ora che, forse, ne aveva davvero bisogno. Si era alzata dallo scrittoio e con passo malfermo aveva raggiunto la porta.

“Entra piccola…”

“Oddio mamma in che stato sei? Sei diventata pelle ed ossa!”

Alma l’aveva abbracciata di slancio e, quasi subito, aveva iniziato a piangere. Aveva ricambiato quel disperato bisogno di contatto e le aveva accarezzato i lunghi capelli neri.

“Ho solo perso qualche chilo ma sto bene. Voglio dire fisicamente non ho alcun malanno è solo il cuore che ora non riuscirà più a rimarginare quella ferita..”

“Non posso vederti in questo stato. Hai dedicato gran parte della tua vita nel pensare a questo uomo perché ora che non c’è più non cerchi di curare le tue ferite e guardare avanti?”

Aveva aperto il grande finestrone che dava sul parco e si erano sedute sulla terrazza. La cameriera si era apprestata a portare del tè e dei biscotti. Juana, per non allarmare sua figlia più del dovuto, ne aveva preso uno e stava cercando di masticarlo anche se non aveva alcun appetito. Come poteva spiegarle che non vedeva alcun futuro accanto a suo marito. Lo aveva sempre pensato ma ora che aveva scoperto quanto era stato capace di fare non desiderava neppure più vederlo. Si era sempre chiesta come avesse mai fatto una persona autoritaria come lui a perdonare il suo tradimento. Aveva finto a perfezione un atto d’amore che in realtà non era mai esistito.

“Figlia mia io non me la sento di rimanere qua a Cordova…o meglio, non voglio più vivere con tuo padre. Avrei dovuto decidere di farlo prima ma forse il destino ha scelto di aprirmi gli occhi in ritardo. E per quanto lenta sia stata questa decisione non ho alcuna intenzione di tornare indietro. Qui posso solo lasciarmi morire!”

Invece di vedere Alma sconvolta le era sembrato di percepire sulle sue labbra un leggero sorriso. Aveva sorseggiato lentamente il tè e poi, dopo aver deposto la tazza sul tavolino, si era seduta accanto a sua madre.

“Bene! Era proprio quello che avrei voluto sentirti dire!”

Juana la stava guardando con curiosità, incapace di capire cosa volesse dire con quell’affermazione. La vedeva speranzosa di un qualcosa di cui lei non conosceva l’entità.

“Credo che sia venuto il momento di entrare in camera, chiudere questa finestra, accertarsi che non ci sia alcuna cameriera o valletto nei paraggi e ti spiegherò il mio piano. O meglio il piano del conte Moreno”.

immagine tratta da: http://www.florenceprints.com/

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4 thoughts on “AMORE A SENSO UNICO (14° PUNTATA)

  1. Ormai la fuga mi sembra l’unica soluzione possibile. Purtroppo a quell’epoca alle donne non era concesso divorziare dai propri mariti, neppure quando se lo sarebbero meritato! 😛

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