AMORE A SENSO UNICO (10° PUNTATA)

Palace_of_Versailles

 

 

Ogni volta che Ernesto pensava al suo periodo trascorso a Versailles gli venivano in mente le parole di Luigi XV:

“Quando vorrete tornare a Corte sarete il benvenuto. Sarebbe una sorpresa assai gradita!”

Ed ora non trovava altra soluzione per aiutare Juana e sua figlia. Il marchese Ramos le avrebbe cercate ovunque ma non si sarebbe mai permesso di entrare nella reggia francese senza alcun invito. E se il giovane commerciante di cavalli voleva davvero rimanere al fianco di Alma per tutta la vita, non c’era luogo migliore dove farsi nuovi ricchi clienti. Doveva continuare a fare finta di niente con il marchese mentre attendeva la risposta del re. Era sicuro che sarebbe stata affermativa ma voleva fare tutto per gradi per non sbagliare niente.

“Mi avete chiamato señor?”

Il suo valletto preferito si era inchinato in attesa di un suo ordine. Aveva chiuso la busta con la ceralacca color porpora e aveva adagiato il pennino sullo scrittoio.

“Si, fai recapitare questa lettera a Versailles. Accertati che arrivi prima possibile. E’ urgente!”

Dopo che il ragazzo aveva lasciato il suo studio si era abbandonato sulla poltrona in pelle. Aveva sbottonato la candida camicia bianca e aveva chiuso gli occhi. Doveva vendere la sontuosa dimora di Siviglia e cercare di acquistarne una vicino Parigi. Così avrebbe sistemato anche tutta la sua servitù. Non poteva assolutamente pensare di lasciarli per strada dopo anni che lavoravano con dedizione per la sua famiglia. Cordova sarebbe rimasta nel suo cuore ovunque fosse andato. Lì era nato, cresciuto e lì aveva visto per la prima volta Juana. E con lei sarebbe andato ovunque e anche la lontananza dalla sua città natale sarebbe stata meno dolorosa.

“Scusate señor…”

Non sapeva quanto tempo aveva trascorso sul divano perché si era addormentato. La pendola alla parete segnava le cinque del pomeriggio e se non ricordava male aveva finito di scrivere la lettera per il re alle tre. Due ore di assoluto riposo come non aveva più fatto da tempo. Da quando aveva deciso di chiedere la mano di Alma per stare vicino a Juana. Quella decisione gli aveva avvelenato il sonno e lo aveva fatto sentire solo un furfante. Spettinato e con i vestiti sgualciti si era alzato dal divano e aveva guardato il valletto con sguardo ancora assonnato.

“Vi consiglio di sistemarvi un po’ perché nel salone vi attendono  la marchesina Ramos e un certo Xavier  Rivera”

Oddio ci mancava anche Alma!  Aveva raccolto la redingote di terra e si era abbottonato la camicia con movimenti goffi e lenti. Poi, sbadigliando, si era guardato allo specchio. Non era molto presentabile ma non poteva permettersi di farsi attendere più di tanto.

“Avvertili che arrivo subito!”

Però che carattere queste due donne che non avevano esitato a presentarsi a casa sua. Non si poteva dire che non avessero le idee ben chiare!

Nell’immagine dipinto che raffigura il castello di Versailles.

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