AMORE A SENSO UNICO (7° PUNTATA)

villa corridoio Durante il tragitto in carrozza si era chiesta più volte se quella era la cosa giusta da fare. Non aveva altra scelta. Non poteva dire la verità a suo marito avrebbe reagito in malo modo e Alma non avrebbe avuto scampo. Il conte Moreno le era sempre sembrata una persona disponibile ed estremamente gentile. Oltre che ricco. Dannatamente ricco. Ora che stava percorrendo il grande viale d’accesso alla sua dimora capiva perché un padre potesse essere molto felice che la figlia sposasse un pozzo di ricchezza del genere. Se avesse saputo che Alma si era invaghita di un semplice commerciante di cavalli! Il più famoso commerciante di cavalli, ricco e benestante ma non nobile. Uno scherzo del destino. Quando il destino della figlia doveva già essere ben definito. Juana aveva abbassato il ventaglio per ammirare meglio la villa che ora si stagliava davanti a lei in tutta la sua imponenza. Appena il maggiordomo aveva aperto il portone era rimasta senza parole. L’atrio era immenso con uno scintillante pavimento in marmo rosa e una lunga serie di colonne in pietra serena mentre le pareti erano tappezzate di quadri raffiguranti gli antenati della famiglia. L’avevano fatta accomodare in un salone dove troneggiavano due grandi camini affrescati con colorati disegni campestri. Rosse tende in velluto erano state accuratamente drappeggiate per lasciar entrare la luce che creava impressionanti giochi di colore con gli innumerevoli candelabri in lucente oro zecchino. Un cameriere le aveva servito del tè con degli squisiti biscotti al burro. Li aveva degustati sperando di allentare così l’ansia che la stava attanagliando alla gola. Si era alzata per guardare fuori il parco ben curato e non si era accorta che alle sue spalle era appena entrato il conte.

“Adoro il prato sempre verde. Mi rilassa la mente!”

Juana si era voltata e, come una bambina, era arrossita per la vergogna.

“Scusate per l’intromissione ma avevo necessità di parlarvi. Lo so che non mi stavate aspettando ma non potevo rimandare questo incontro!”

Ernesto le aveva fatto cenno di sedersi sulla poltrona davanti a lui e le aveva offerto altro tè.

“E’ sempre un piacere vedervi. In qualsiasi luogo e in qualsiasi momento”.

Juana aveva abbassato lo sguardo. Tutti quei complimenti l’avevano messa in difficoltà. Non ricordava di averli più sentiti dal tempo di Teodoro.

“Cercherò di essere chiara e di rubarvi, comunque, poco tempo. Vedete io non sono venuta per chiedervi se siete veramente innamorato di mia figlia, anche se, in qualità di madre, avrei dovuto farlo al momento della proposta di matrimonio. Voglio solo che lei sia felice. E ho la certezza che non potrà esserlo con voi al suo fianco…”

“Cosa ve lo fa credere? Non le farò mancare niente e avrete la possibilità di vederla ogni giorno!”

Juana si era alzata per nascondere il proprio disagio. Aveva voltato le spalle al conte fingendo di guardare nuovamente il parco.

“Si è innamorata di un’altra persona. Io farò qualsiasi cosa perché possa realizzare il suo sogno. Anche io da giovane avevo incontrato l’uomo della mia vita ma…Ecco diciamo che mentre io avevo deciso di infrangere le leggi della società per seguirlo lui se ne è andato senza dirmi una parola…”

Aveva sentito le mani di Ernesto sulle spalle ma non si era voltata. Un tuffo al cuore per quel gesto così intimo e inatteso. Un segno del suo appoggio? O un conforto per una decisione ormai definitiva?

“Se credete che lei possa essere più felice accanto a questa persona io sarò ben lieto di farmi da parte”.

A quelle parole lo aveva guardato negli occhi. Erano così vicini da sentire tutto il suo profumo. Indossava una bellissima giacca color verde e una camicia bianca con delle trine in stile francese. Il suo stile era raffinato ma pacato.

“Vi state prendendo gioco di me? O avevate scelto Alma solo per la sua avvenenza fisica? Non potete capitolare subito!”

Si era infuriata ed Ernesto era tornato a sedersi. Aveva sorseggiato un po’ di tè dalla sua tazza e le aveva sorriso.

“Cercherò di trovare una scusa con vostro marito. Prenderò del tempo e solo quando tutto sarà risolto mi sentirò in dovere di svelarvi il perché di questa mia improvvisa capitolazione. Ora vi sembra un oltraggio ma quando scoprirete il vero perché sarete libera di odiarmi o di rispettarmi!”

Si era alzato per baciarle la mano se n’era andato senza aggiungere altro.

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4 thoughts on “AMORE A SENSO UNICO (7° PUNTATA)

  1. Il personaggio di Ernesto mi piace. E’ molto umano. Ha accettato di sposare Alma per un motivo egoistico, però si intuisce che farebbe di tutto per la donna che ama (cioè la madre di lei)
    Ti seguo con curiosità!

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